Rifornimento di vaccini  alle case di riposo  Bastano solo per il 60%

Rifornimento di vaccini

alle case di riposo

Bastano solo per il 60%

Campagna Preoccupato il direttore Fascendini

Distribuzione con sorpresa, almeno per buona parte delle case di riposo della nostra provincia, 21 in tutto, delle dosi di vaccino Pfizer destinate ad ospiti ed operatori. E la sorpresa è rappresentata dal fatto che di norma ad essere garantito, è il 60% del fabbisogno.

«Ci hanno detto che la misura, è stata introdotta per evitare sprechi di sorta, ma noi di dosi a febbraio non ne abbiamo sprecata nemmeno una - assicura Emilvio Fascendini, direttore sanitario della Rsa “Madonna del Lavoro”, di Nuova Olonio di Dubino -, per cui, questa motivazione, ci sembra del tutto fuori luogo».

Più che figlia della necessità di evitare sprechi, per quanto di nobile intento si tratti, la misura potrebbe essere conseguenza della necessità di calmierare il vaccino, dal momento che è l’unico, attualmente, in uso, nei centri vaccinali, per quanto riguarda la somministrazione della terza dose a over 80 ed operatori sanitari. Il Moderna, in un primo momento dato per utilizzabile anche per la terza dose, in realtà, ora, viene riservato alle prime e seconde dosi, e alla dose addizionale per persone con grave deficit immunitario, per cui, un’attenzione in più alla distribuzione di Pfizer deve essere stata introdotta.

Risultato, ieri mattina, a Nuova Olonio, sono arrivate dose di Pfizer pari al 60% del richiesto, utili per vaccinare, già da oggi, gli ospiti e una piccola parte di operatori «anche se, questa volta - precisa Fascendini -, non vaccineremo gli ospiti a tambur battente, come a febbraio, anche perché, allora, il vaccino andava consumato entro cinque giorni, mentre ora, ci hanno dato una “scadenza” a 28 giorni, per cui, faremo sedute a scaglioni, in modo da poter meglio gestire nel caso capitassero, delle febbricole da vaccino negli anziani ospiti».

Anche a Ponte

Forniture al 60% anche alla Rsa Costante Patrizi di Ponte in Valtellina, dove si partirà, martedì 26 con gli ospiti, e, poi, con la parte di operatori vaccinabili, e alla Rsa “Villa del Sorriso” di Bormio, dove, fra il 26 e il 28 prossimi, si procederà con tutti gli ospiti e la parte di operatori raggiungibili «anche se so che, alcuni - precisa Claudio Tagliapietra, direttore di “Villa del Sorriso” - si stanno prenotando agli hub vaccinali».

Slittato in avanti, il ritiro delle dosi, per la Rsa “Fondazione città di Tirano” «ma per problemi organizzativi nostri - precisa il direttore, Giampaolo Muzio -, non per disguidi imputabili ad altri, tant’è che, il ritiro, lo effettueremo oggi stesso, e, in quella sede potremo constatare quanto vaccino ci è stato consegnato. L’adesione degli ospiti è piena, degli operatori, quasi, salve quelle poche persone che avevano dei dubbi già nel febbraio scorso».

Un iniziale disguido riferito al programma informatico di registrazione è stato, poi, superato, nella Rsa “Corti Nemesio” di Delebio, che, al pari della “Città di Chiavenna”, ha ottenuto più del 60% delle dosi richieste, anzi, praticamente tutte.

«Le abbiamo ritirate questa mattina (ieri, per chi legge, ndr) - dice Franco Pescatori, direttore della Rsa - ed abbiamo potuto constatare che ci sono state consegnate tutte e 139 quelle richieste, 78 per gli ospiti, 61 per i dipendenti. Credo che questa consegna al completo sia da attribuire al fatto che abbiamo avuto più tempo per raccogliere il consenso informato di ospiti ed operatori, in quanto siamo stati fra le ultime Rsa fornite. Alla fine, questo arrivare dopo di altre, ci ha permesso di rendicontare meglio il fabbisogno, e probabile a quel punto, la distribuzione è stata completa. Alta anche l’adesione alla terza dose degli operatori. pari all’85%, pur non avendo, il richiamo, carattere di obbligatorietà».

Somministrazioni già in atto, infine, alla Rsa “Città di Sondrio”.


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