Riforma sanitaria regionale        I medici: «Ben altre le priorità»
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Riforma sanitaria regionale

I medici: «Ben altre le priorità»

Il presidente dell’Ordine di Sondrio Innocenti sulla nuova legge

«Mi pare un ritorno al passato, cambiano i nomi ma le strutture sono simili. Sono perplesso». Commenta così Alessandro Innocenti , presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Sondrio, la legge di potenziamento della sanità lombarda approvata dalla Regione e illustrata mercoledì dal presidente Attilio Fontana e dall’assessore e vice presidente Letizia Moratti .

Innocenti, tiene a precisarlo, non ha ancora avuto modo di studiare nel dettaglio la riforma, nelle prossime settimane si confronterà con i colleghi degli altri Ordini lombardi, ma qualche idea se l’è fatta.

La novità principale illustrata dai vertici del Pirellone riguarda il potenziamento delle reti di prossimità, con l’individuazione e la conseguente realizzazione degli ospedali di comunità e delle case della comunità che dovrebbe consentire di potenziare l’offerta sanitaria territoriale, la continuità assistenziale ospedale-territorio e permettere ai cittadini di fruire dei servizi con una maggiore prossimità.

Ma secondo il presidente dell’Ordine sondriese non si tratta di vere novità.

«Anche se non ho ancora avuto modo di analizzare bene il contenuto, mi sembrano le stesse premesse della legge precedente - afferma il dottor Innocenti -. Prima c’erano i Pot, I Presidi ospedalieri territoriali, e che fine hanno fatto? Per non parlare dei Presst, Presidi sociosanitari territoriali, mai realizzati. E proprio vedendo queste similitudini mi domando come si potrà attuare questa cosiddetta riforma, e sono perplesso».

Buona parte del totale sarà impiegato per il potenziamento della rete territoriale (567 milioni), per la realizzazione del Centro per la prevenzione delle malattie infettive (85 milioni), per il potenziamento rete di offerta (1,3 miliardi) ma anche per il potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata (451 milioni di euro) e della telemedicina (166 milioni di euro).

Fondi che arrivano dal piano nazionale Pnrr, in gran parte, e dalla regione.

«Credo semplicemente che le priorità siano altre ma come detto voglio approfondire lo studio della legge di potenziamento della sanità lombarda per poter esprimere giudizi più puntuali - conclude Alessandro Innocenti -. La sensazione, comunque, è che si stia giocando sulla pelle della gente, vendendo solo aria fritta. Ci sarebbero cose da realizzare concretamente e più rapidamente. Diamo, intanto, un’occhiata all’interno degli ospedali e sistemiamo quello che non funziona, semmai».


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