Riforma ospedali, la Regione  sospende il Piano
I sindaci della Bassa Valle al presidio davanti al pronto soccorso promosso per chiedere di salvare il servizio 24 ore su 24

Riforma ospedali, la Regione

sospende il Piano

Parolo: «Fino a quando non sarà definita la delibera per gli incentivi alla sanità di montagna».

Il pronto soccorso di Morbegno resterà aperto di notte. Almeno per ora, cioè sino «a quando non sarà definita la delibera per gli incentivi alla sanità di montagna». La novità è arrivata a sorpresa dalla Regione.

Una decisione giunta dopo giorni di mobilitazione popolare e quindi istituzionale degli enti locali in difesa dei «servizi essenziali, pronto soccorso e ambulanze in primis» nel presidio sanitario della Bassa Valle. Amministrazioni che attendevano un segnale dall’alto chiesto da 15mila cittadini, che in una manciata di giorni hanno firmato una petizione a salvaguardia dell’ospedale morbegnese. Sul filo di lana - proprio oggi, infatti, il pronto soccorso morbegnese sarebbe dovuto andare in pensione - la Regione ha adottato una sospensiva all’approvazione del Piano organizzativo aziendale strategico (Poas), nel quale è contenuta anche la conversione dell’ospedale morbegnese in Presidio ospedaliero territoriale (Pot).

«Per evitare situazioni di criticità e malumori - dicono Ugo Parolo, sottosegretario alla presidenza, e Fabio Rolfi, presidente della commissione permanente “Sanità e politiche sociali” - prima di assumere ulteriori decisioni che avranno un impatto significativo sulla sanità, occorre un serio e concreto confronto con la Conferenza dei sindaci e le sue articolazioni zonali e, se il caso, anche con tutte le istituzioni territoriali».

In seguito a un confronto con l’assessore Giulio Gallera, la Regione ha «concordato di sospendere l’approvazione del Poas sino a quando non sarà definita la delibera per gli incentivi alla sanità di montagna» dicono Parolo e Rolfi. Per quanto riguarda il punto di primo intervento di Morbegno, va ricordato che le scelte in atto sono conseguenti «alle decisioni condivise con il territorio, ovvero quella di valorizzare l’ospedale trasformandolo in Pot. È evidente che non può esistere un pronto soccorso senza un ospedale strutturato con sale operatorie e medici specializzati che possano garantire la massima assistenza ai cittadini. Riteniamo, però, che l’apertura debba assolutamente essere garantita 24 ore al giorno». E si soffermano anche sugli ospedali di Sondrio e Sondalo: «Possono coesistere purché si vada verso una differenziazione e specializzazione delle funzioni. Sondalo ha enormi potenzialità nel campo della riabilitazione post traumatica ed è in questa direzione che bisogna lavorare».


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