Rifiuti in Valmalenco, esposto alla Corte dei conti

Rifiuti in Valmalenco, esposto alla Corte dei conti

«Nessun socio può danneggiare la società». Ha spiegato così l’amministratore delegato di Secam, Gildo De Gianni, l’intenzione della spa interamente pubblica di rivolgersi all’organo di controllo per segnalare l’affidamento della raccolta a soggetti esterni.

L’annuncio dell’esposto è arrivato nel corso dell’assemblea dei soci di venerdì, al termine dell’intervento di replica di De Gianni alle obiezioni sollevate alla gestione finanziaria da parte di alcuni sindaci, gli stessi otto che poi hanno votato contro il bilancio. Tra loro anche i rappresentanti di Caspoggio, Lanzada e Torre protagonisti, insieme a Chiesa della scelta al centro della segnalazione.

La questione è legata alla decisione di questi Comuni di non rivolgersi alla loro società - Secam interamente pubblica è di proprietà degli enti locali - per l’intera raccolta del pattume, ma di andare anche altrove con un affidamento “in proprio”. Un’operazione pensata e fatta nell’ottica del risparmio, evidentemente, ma che invece a detta di Secam si è rivelata più onerosa e causa di danno nei confronti della società stessa. «Secam è di tutti - ha detto venerdì in assemblea De Gianni -: o andiamo bene tutti o falliamo tutti. E invece c’è anche qualche Comune che si è inventato un affidamento non corretto per la raccolta dei rifiuti».

Accuse quelle di De Gianni che gli interessati però rimandano al mittente. «Siamo convinti di aver fatto tutto secondo le regole - dice Fernando Negrini, il consigliere comunale di Caspoggio che si occupa della partita -. Grazie al nuovo sistema abbiamo risparmiato 50mila euro in un anno, soldi che, anziché utilizzare per pagare trasporto e smaltimento come facevamo prima, abbiamo impiegato per fare investimenti sulla piazzola di raccolta. Non capisco dunque da dove possa derivare il danno erariale».


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