Rifiuti di ogni genere:«Che brutto spettacolo, riserva allo sbando»
I tantissimi rifiuti che si trovano all’ingresso della riserva

Rifiuti di ogni genere:«Che brutto spettacolo, riserva allo sbando»

Due cassonetti stracolmi e tanti altri per terra. Il sindaco: «Un caso eccezionale, ma i soldi sono pochi» Merizzi: «Avevo già denunciato il problema ad agosto»

Due cassonetti stracolmi di sacchi e scatoloni preceduti da una distesa di cassette di plastica, biciclette rotte, latte arrugginite, rete da cantiere, cavi, tubi, secchi di plastica, ferri vecchi. Alle spalle il pannello che annuncia la riserva naturale. Da quel punto parte il sentiero che si addentra in Val di Mello, ma passa davanti a un ammasso di rifiuti «che provvederemo a rimuovere – afferma il sindaco di Valmasino, Domenico Iobizzi – ma che intendiamo eliminare in maniera definitiva visto che abbiamo in progetto di creare un’unica area di raccolta che permetterà di togliere i cassonetti dall’accesso alla Val di Mello.«Per la gestione della Riserva – lamenta Iobizzi – la Regione ci dà poco più di 30mila euro e facciamo quello che possiamo. Servirebbero più controlli ma anche per questo non ci sono risorse».

Jacopo Merizzi, guida alpina e tra i primi esploratori verticali della Val di Mello racconta un’altra verità:«Quel mucchio di rifiuti non è un’eccezione: ne ho io stesso denunciato la presenza quotidiana anche in pieno agosto. È una sciatteria che la Valmasino non può permettersi». Merizzi parla di «una Riserva lasciata allo sbando, che propone il biglietto da visita peggiore possibile ai turisti e che dimostra quanto non sia stato compreso il potenziale turistico e quindi economico di questo patrimonio che è anche l’unica strada percorribile e sostenibile per la Val Masino».


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