Rientro a scuola  La bozza delle nuove regole  per evitare i contagi
Oggi rientro in classe anche per gli studenti delle superiori (Foto by gianatti)

Rientro a scuola

La bozza delle nuove regole

per evitare i contagi

Il documento presentato da Ats ai presidi, sarà oggetto di un confronto in settimana

Allo studio regole aggiornate per l’isolamento dei contatti stretti da Covid 19 in ambito scolastico.

Un protocollo sul quale si confronteranno in collegamento streaming giovedì 15 aprile alle 16,30 i referenti di Ats della montagna e i dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado del territorio, alla luce del rientro in classe da oggi della stragrande maggioranza degli alunni (solo quelli delle superiori saranno dal 50 al 75% in presenza).

Dalla bozza inviata preventivamente ai presidi si apprende che Ats potrà disporre «la quarantena per tutti gli alunni di un plesso intero, quando il 50% delle classi è coinvolta da almeno un caso di contagio (anche se non variante)».

Invece nei casi in cui “colpito” fosse il 30% delle classi, l’Agenzia per la tutela della salute «valuterà la sospensione delle attività in base alle caratteristiche del cluster». Si pensi al numero delle classi e dei soggetti coinvolti oppure alla presenza di varianti.

«In entrambi i casi i casi però Ats può predisporre l’effettuazione di uno screening sull’intero plesso scolastico».

Questo raccordo scuola-Ats sotto riflettori in settimana si è reso necessario anche a seguito dell’evolversi della situazione epidemiologica e in ottemperanza alle indicazioni del ministero della Salute e di Regione Lombardia.

Ma vediamo quali sono considerati i contatti stretti scolastici di un caso Covid. Come si specifica nella bozza, «sono gli studenti dell’intera classe presenti nelle 48 ore precedenti alla data di esecuzione del tampone (se il caso è asintomatico) oppure alla data di insorgenza dei sintomi, se sintomatico». In caso in cui dovesse essere «riscontrata una variante del virus la ricerca dei contatti stretti viene estesa ai 14 giorni precedenti».

Altro provvedimento previsto è il tampone molecolare al personale scolastico, «che opera nella classe messa in quarantena», anche se ha osservato le norme di distanziamento interpersonale, igienizzazione frequente delle mani e utilizzato la mascherina chirurgica. In caso di esito positivo del tampone, di identificazione di variante nella classe o di insorgenza di casi secondari tra gli insegnanti, il docente in questione non potrà insegnare.

Chiaramente, «qualora non sia rispettato il protocollo sicurezza (ad esempio situazione di emergenza) anche il personale scolastico viene considerato contatto stretto di caso in relazione alla durata e tipologia dell’esposizione».

Nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido «in cui i bambini non indossano mascherine il personale sarà considerato contatto stretto e posto in isolamento per 14 giorni». Quarantena di due settimane che viene «disposta per tutti i contratti stretti dalla data dell’ultimo contatto con il caso, con successiva riammissione del soggetto in collettività dopo un tampone con esito negativo».

Come è sempre stato sinora, da quando è scoppiata la pandemia, se si riscontra un caso di positività a scuola, il referente Covid di Ats si raccorderà quello della scuola.

Facciamo un esempio concreto, per chiarire meglio il quadro. Nella bozza si ipotizza che il caso sia un alunno. Come si procede? Anzitutto «il referente Covid della scuola fa una verifica sulle presenze dei compagni di classe in relazione alle tempistiche» ossia 48 ore antecedenti al tampone o ai sintomi. Dopodiché si «raccorda con gli insegnanti e gli operatori scolastici coinvolti per valutare l’esposizione e quindi definire gli eventuali contatti stretti tra gli adulti».

Fatto questo, «trasmette l’elenco dei contatti stretti individuati all’Ats» e anche agli insegnanti che lavorano anche parzialmente nella classe messa in quarantena. Poi sarà la scuola ad identificare il personale che dovrà avvisare - come accaduto sinora - dell’inizio della quarantena i contatti stretti individuati e trasmessi ad Ats, inoltrando alle famiglie l’informativa sul da farsi.


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