Giovedì 18 Luglio 2013

Riello, certa la firma

di vendita del ramo caldaie

Lavoratori della Riello di Morbegno

Si fa sempre più concreta l’ipotesi di cessione del ramo caldaie murarie della Riello al colosso tedesco Viessmann. Non c’è ancora nulla di definitivo, hanno tenuto a precisare i vertici dello stabilimento Riello di Morbegno ai sindacati, nell’incontro che si è svolto martedì nella sede valtellinese, ma la trattativa sta procedendo rapidamente, scandita da tempi e modalità ben precisi, con un rigore e una serietà, si potrebbe dire, teutonici. Elementi che lasciano spazio ad un certo ottimismo tra i lavoratori della Riello dell’area industriale di Morbegno-Talamona. Ieri i vertici delle Viessmann, dopo aver visitato lo stabilimento di Lecco, sono arrivati anche in Provincia di Sondrio per verificare con mano, ciò che Riello aveva messo nero su bianco nella documentazione relativa ai beni economici, alla struttura organizzativa, al personale, alle operazioni in corso, insomma al business dichiarato, che sarà al centro della complessa trattativa. «Nell’incontro di martedì sono stati prospettati i tempi - così riferisce il segretario della Fiom-Cgil di Sondrio Giuseppe Barbusca - entro la fine di agosto Viessmann e Riello dovrebbero fornire una prima indicazione rispetto all’esito della trattativa e se le due società dovessero trovare un accordo, allora tutto andrebbe sul tavolo degli avvocati per le questioni legati e la firma vera e propria del contratto di cessione del ramo d’azienda. Insomma si tratta di passaggi complessi e delicati che impongono tempi lunghi e per quanto ci riguarda abbiamo chiesto di poter incontrare la nuova proprietà, nel caso in cui si concluda l’affare, appena dopo la prima firma». Ciò che preme ai sindacati, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, quest’ultima rappresentata dal segretario provinciale Davide Fumagalli è il rispetto dell’accordo firmato nel 2012 presso il ministero del Lavoro che prevedeva il potenziamento del reparto scambiatori e l’avvio di nuove produzioni, che presupponevano dunque un piano industriale e un programma di nuovi investimenti. «Abbiamo circa un’ottantina di lavoratori impiegati alla Riello - ricorda ancora Barbusca - circa cinquanta sono a rotazione, e poi ci sono tutti gli altri: più o meno 140 persone che invece sono a zero ore e, da un anno sono in cassa integrazione straordinaria. Ciò su cui ci metteremo subito a lavorare, non appena ci sarà la prima formalizzazione del subentro, sarà la garanzia della continuità di quanto già sottoscritto a livello ministeriale, ma ci batteremo per portare a casa qualcosa in più, soprattutto a livello occupazionale». Il sindacato, naturalmente pensa ad un riassorbimento di personale da parte del colosso tedesco, dopo il deciso taglio del 2012, voluto dal gruppo Riello colpito dalla crisi economica e gravato da un pesantissimo quadro di indebitamento. «Ho parlato con i nostri delegati questo pomeriggio - dichiara invece Fumagalli, segretario provinciale per la Fim-Cisl - i rappresentanti della Viessmann hanno visitato tutti i reparti e gli uffici, hanno parlato anche con i lavoratori e si sono dimostrati persone disponibili e serie, insomma hanno dato una buona impressione, speriamo che sia un segnale positivo per il futuro della realtà di Morbegno». Dunque si sta in stand by, in attesa delle scelte che matureranno ai piani alti, ma la Viessamann, grazie ai numeri (due miliardi di fatturato, 10 mila addetti in 23 paesi, ha acquisito Mawera, Kob, Kwt. Bioferm e Carbotech, un leader internazionale nei settori delle caldaie a pellet, pompe di calore, nella tecnologia biogas, nei collettori solari per il fotovoltaico) pare essere un interlocutore serio e credibile, anche visto da qui, dallo stabilimento valtellinese dove poco più un anno fa vennero dichiarati 178 esuberi.

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