Ricordo di don Roberto  «Semplice e umile con tutti  non si innervosiva mai»
Don Augusto Bormolini, vice direttore della Caritas

Ricordo di don Roberto

«Semplice e umile con tutti

non si innervosiva mai»

Il ricordo di don Augusto Bormolini vicedirettore della Caritas

Tresivio

«Aveva un carattere umile e semplice, non si innervosiva mai e sapeva andare incontro con molta tenerezza a tutte le persone che gli si rivolgevano. Incredibile pensare che qualcuno possa avergli fatto questo».

Don Augusto Bormolini, vice direttore della Caritas Diocesana e responsabile di quella provinciale, parroco di Tresivio, conosceva don Roberto Malgesini, il sacerdote 51enne di Cosio Valtellino ucciso a pugnalate a Como da uno di quegli uomini a cui si dedicava anima e corpo, Radhi Mahmoudi, 53 anni, tunisino che però ha trascorso 27 anni in Italia.

«Fatto imprevedibile»

«I miei guai sono anche colpa tua» le ultime parole che gli ha rivolto, poi il prete si è girato e lo straniero ha iniziato a colpirlo con un coltellaccio acquistato qualche giorno prima, per difendersi, diceva.

«Sì, lo conoscevo, certo avevamo rapporti solo saltuari per via della distanza, lui operava a Como, ma molte volte ci si incontrava e io mi tenevo informato sulla sua attività – racconta don Augusto -. Quello che è successo per me è ancora misterioso. Ho parlato con gli operatori dei centri della Caritas di Como che conoscevano l’assassino, sono increduli. Mai avrebbero pensato che ad un simile atto di violenza. Certo, era una persona insistente, chiedeva spesso, ma come fanno in tanti. Arrivare ad uccidere qualcuno, e proprio don Roberto che più di tutti lo stava aiutando? Impensabile».

Don Augusto Bormolini è convinto che dietro all’omicidio ci sia un raptus di follia.

«E la confessione, subito dopo, mi fa pensare che sia poi rinsavito – prosegue il parroco di Tresivio -. Un gesto irrazionale e illogico, senza motivazioni. Queste, ovviamente, sono le mie sensazioni, ma saranno i professionisti che lo prenderanno in cura e che, scavando nel profondo della sua mente, potranno capire cosa sia accaduto».

Casi disperati

«Purtroppo, quando una persona vive nella povertà vive anche nella disperazione - prosegue il sacerdote -, può capitare spesso che questo si trasformi in nervoso e rabbia, ma fino a questo punto... Radhi Mahmoudi è uno come tanti, seguito da anni dalla Caritas e ben conosciuto. Si era anche sposato con una donna italiana, poi si era separato. Uno come tanti, impossibile prevedere quello che sarebbe successo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA