Richieste di tamponi  farmacie subissate  «Non ce la facciamo»

Richieste di tamponi

farmacie subissate

«Non ce la facciamo»

La situazioneIn Bassa Valle esaurite le prenotazioni

A Regoledo si sono attrezzati con un gazebo esterno

«In Alta Valle disastro totale». «Non può durare»

Subissate di richieste sono le farmacie della Bassa Valtellina, area industriale e commerciale per antonomasia della provincia di Sondrio, ma sono indistintamente in overbooking, tutte, le 38 farmacie di Valtellina e Valchiavenna che effettuano i tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato, utili per ottenere il Green pass lavorativo.

«Noi abbiamo, tutti i giorni, un sacco di prenotazioni - assicura Silvia Zecca, direttrice della farmacia di Regoledo, di Cosio Valtellino - tant’è che abbiamo dovuto aumentare le ore di lavoro di alcune dottoresse, per permettere l’effettuazione dei tamponi. Attività che svolgiamo all’esterno della farmacia in un gazebo, sia per una questione di spazi e di doppi accessi, che non avevamo, sia per garantire una migliore fruizione di tutti gli altri servizi alla clientela. E devo dire che funziona. L’unico accorgimento consiste nel restare nelle adiacenze della farmacia, perché poi per avere il Green pass occorre essere collegati in rete con i portali di riferimento, per cui il collegamento internet deve essere funzionante».

Provvisorietà

Dopodiché, nel merito, Silvia Zecca è convinta che il perdurare di questa situazione non possa che comportare «un disagio importante per le farmacie perché dedicare così tanto tempo alle prenotazioni, che sono incessanti, ai prelievi e all’emissione del Green pass non può non incidere sugli altri servizi. E il problema è che la richiesta è in aumento e investe tutte le categorie di lavoratori».

E anche diverse tipologie di persone, non solo no vax.

«Io non mi soffermo sulle motivazioni che spingono le persone a chiedere il tampone, però ho notato esserci una vasta gamma di tipologie di richiedenti - afferma - C’è chi ha l’esenzione dal vaccino, ma deve fare comunque il tampone per avere il Green pass lavorativo, anche se in questo caso non lo paga, è gratuito. C’è chi si sta sottoponendo ad analisi per capire se può fare o meno il vaccino, c’è chi ha prenotato il vaccino, o ha fatto la prima dose ma non ha ancora il Green pass perché non è trascorso il tempo necessario. Poi c’è chi non si vuole vaccinare. Speravo, devo dire, in un maggior coinvolgimento dei centri privati, perché noi farmacie non potremo certo fronteggiare per molto tempo tutta questa richiesta».

Che incombe anche sulla farmacia Silvia Pighetti, di Dubino dove, assicurano, il carico è in aumento: «siamo pienissimi con prenotazioni da qui a dicembre». In aumento la richiesta anche nella farmacia comunale di Roncaglia di Civo, dove Valentina Gangemi, pur essendo da sola in farmacia, fa il possibile per assicurare il servizio.

«Dedico circa un’ora e mezza al giorno, sfruttando la pausa pranzo e la fascia serale prima della chiusura - spiega - diversamente non riuscirei a fronteggiare la cosa. Ho un’area interna alla farmacia dove poter effettuare i tamponi in tranquillità e, per quella che può essere la mia disponibilità, sono già al quasi tutto esaurito, con appuntamenti calendarizzati per i prossimi giorni».

Il che, considerato che si tratta di un’area periferica e mediamente piccola, rende l’idea della situazione generale.

«Qualcuno sta pensando, addirittura, di restare a casa dal lavoro» afferma Davide Compagnoni, dell’omonima farmacia di Valdisotto, una delle tre che con la “Marina Zacchi” di Valfurva e la “Didier Pedrini” di Livigno, effettua i tamponi pro Green pass in Alta Valle. «Ma è un disastro totale. Qui da noi da oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) è un macello. Non c’è più posto e sicuramente qualche lavoratore non riuscirà ad avere il Green pass in tempo utile».


© RIPRODUZIONE RISERVATA