Reunion, bilancio ok  «Per noi ogni volta è tornare a casa»
Una bellissima immagine del nutrito gruppo giunto in Valle Spluga da sette differenti stati americani

Reunion, bilancio ok

«Per noi ogni volta è tornare a casa»

Gli emigrati ringraziano la Valle. Il portavoce Trussoni: «Non abbiamo dimenticato le nostre radici .Pronti a collaborare per mantenere quest’amicizia»

«Per noi questa manifestazione è un’occasione per tornare a casa. Nelle abitazioni dei paesi dei nostri antenati, che non abbiamo dimenticato».

Tocca a Bill Trussoni, l’uomo che rappresenta la guida e l’anima della comitiva americana dopo ben nove viaggi in Valle Spluga, di cui quattro nel ruolo di capogruppo della Reunion, il compito di esprimere lo spirito della manifestazione e la riconoscenza nei confronti degli organizzatori. La nuova visita dei cittadini statunitensi originari della Val San Giacomo e residenti nella zona di Genoa, nel Wisconsin, è iniziata nella giornata del 9 agosto. Poi nei giorni successivi si sono svolti numerosi eventi a Campodolcino, in varie frazioni, nel resto della Valchiavenna e nei territori circostanti, ad esempio in provincia di Milano, terra d’origine di una parte degli americani, e in Svizzera. Per alcuni dei settantasette partecipanti, provenienti da sette differenti Stati, si è trattato del ritorno in Valle Spluga, per altri la prima visita alla zona.

Trussoni e gli altri – numerosi hanno cognomi valchiavennaschi come Barilani, Buzzetti, Copes, Curti, Fanetti, Francoli, Gadola, Ghelfi, Gilardi, Guanella, Levi Paggi, Pedretti, Pench, Sterlocchi, Vener e Zaboglio - sono molto legati alla terra d’origine dei propri antenati e più in generale all’Italia.

Al di là degli aspetti turistici e all’accoglienza nei confronti di persone originarie della valle, quest’iniziativa costituisce un’ottima occasione per riflettere sulla questione dell’emigrazione e sulla collaborazione fra cittadini di vari Paesi. Gli statunitensi portano con sé racconti appresi dai propri antenati, relativi a un contesto che ormai è mutato sotto molti posti di vista, e a esperienze migratorie cariche di sacrifici.

«Abbiamo accolto un giovane studente della Valle Spluga negli Stati Uniti, per un periodo dedicato allo studio della lingua e alla conoscenza del nostro Paese. È stata un’esperienza fantastica, da ripetere».


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