Respinto il ricorso di Roberto Redaelli  Non sarà reintegrato alla Gilardoni
Un’altra tappa della vicenda giudiziaria della Gilardoni

Respinto il ricorso di Roberto Redaelli

Non sarà reintegrato alla Gilardoni

MandelloL’ex direttore del personale era stato licenziato per gravi inadempienze in azienda

Il Tribunale di Lecco aveva rigettato l’istanza e ora arriva la conferma della Corte d’Appello

Roberto Redaelli, l’ex direttore del personale della Gilardoni Raggi X, è stato giustamente licenziato.

La conclusione

Questa la conclusione della Corte di Appello del Tribunale di Milano, che non ha accolto la richiesta di reintegro da parte del Redaelli stesso. Il tribunale milanese ha praticamente confermato la sentenza del Tribunale di Lecco, che nel novembre del 2017 aveva rigettato il ricorso di Roberto Redaelli contro il suo licenziamento per giusta causa. La sentenza della Corte di Appello del Tribunale di Milano conferma, dunque, la liceità del licenziamento per gravi inadempienze ed inoltre sottolinea come l’ex direttore, con i suoi comportamenti e le sue decisioni, abbia esposto la Gilardoni al pericolo concreto di sanzioni amministrative e azioni giudiziarie.

Quella di Roberto Redaelli è una lunga storia. É lui uno dei principali imputati nel processo penale contro la vecchia dirigenza della Gilardoni e le accuse nei suoi confronti sono pesanti. Si parla di maltrattamenti, minacce e lesioni contro i dipendenti. Dopo la nomina, da parte del Tribunale delle Imprese di Milano, di un amministratore giudiziario nella persona di Marco Taccani Gilardoni, le cose per il Redaelli si fecero subito critiche. Una delle prime decisioni dell’amministratore giudiziario fu proprio quella sospenderlo in via cautelare. Nonostante questo il Redaelli non si diede per vinto e in una giornata del mese di novembre del 2016 si presentò ai cancelli della Gilardoni per tornare in ufficio.

Furono allora i carabinieri, chiamati dalla dirigenza, ad allontanarlo dall’azienda. Pochi giorni dopo la stessa azienda trasmise al Redaelli la lettera di licenziamento per giusta causa, anche alla luce delle pesanti accuse per cui era imputato nel processo penale.

Comportamento irragionevole

Infatti, il Tribunale delle Imprese di Milano, in data 11 ottobre 2016, aveva deposto il vecchio consiglio valutando “complessivamente irragionevole” il comportamento dei dirigenti, tra cui eccelleva in negativo l’operato di Roberto Redaelli. Quest’ultimo poi, in seguito alle denunce di numerosi dipendenti ed ex dipendenti, fu accusato in sede penale, per minacce, maltrattamenti e lesioni e per avere posto in essere, sotto varie forme, comportamenti discriminatori e lesivi. La decisione della Corte di Appello del Tribunale di Milano è l’ultima puntata di una vicenda giudiziaria che non è assolutamente terminata. Bisognerà vedere se ora Roberto Redaelli andrà in Cassazione e c’è poi il processo penale che deve ancora entrare nel vivo.


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