Residenza per anziani ad Albosaggia  Doppia visita per studiare il “come”
Il municipio di Albosaggia: la Rsa sorgerà sul territorio comunale, coinvolte altre sette amministrazioni

Residenza per anziani ad Albosaggia

Doppia visita per studiare il “come”

Project financing, martedì una cordata di amministratori andrà in trasferta a Verdello e Segrate. Sarà l’occasione per scoprire le due strutture del Gruppo Orpea, interessato al progetto orobico.

In trasferta prima alla Rsa Casa Mia Verdello, dove c’è anche una sezione per i malati di Alzheimer nell’omonimo paese in provincia di Bergamo, e poi alla residenza per anziani San Felice a Segrate, alle porte di Milano. Martedì 23 luglio una cordata di amministratori, capitanata dal sindaco di Albosaggia Graziano Murada, andrà a scoprire le due strutture per cittadini della terza età del gruppo Orpea.

Una visita, come ha spiegato in apertura del consiglio comunale giovedì sera il vice sindaco Doriana Paganoni, «che è l’ultimo momento prima di una contrattazione per pubblicare la manifestazione di interesse, utile ad individuare una società, che in project financing realizzi la nuova Rsa sul nostro territorio comunale», progetto a cui hanno detto sì, coordinati dall’amministrazione di Albosaggia, altri sette Comuni del circondario. Vale a dire Caiolo, Castione, Fusine, Cedrasco, Postalesio, Faedo e Piateda, che ad aprile, prima della tornata elettorale, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa, finalizzato alla concretizzazione dell’opera, il cui costo complessivo oscilla tra i 10 e i 12 milioni di euro, su una superficie di 10mila metri quadrati ad Albosaggia, poco distante dal campus scolastico».

Sia la Rsa bergamasca che quella in provincia di Milano sono di Orpea Italia, società che ha manifestato interesse per il progetto orobico e che si occupa di realizzare e gestire Rsa , nonché cliniche riabilitative sul territorio nazionale e che fa parte del Gruppo Orpea, uno dei principali attori europei, da trent’anni nel settore della presa in carico e dell’accoglienza di persone non autosufficienti o in situazione di disagio, con una rete unica di più di 850 strutture in tutta Europa e più di 87mila posti letto.

Paganoni ha invitato anche i consiglieri di minoranza a prendere parte a questa doppia visita, informandoli del fatto che dopo la firma del protocollo e dopo le elezioni amministrative di fine maggio, alcuni rappresentanti degli otto Comuni hanno «avuto un incontro informale con il direttore generale dell’Ats della montagna Lorella Cecconami per avere dei consigli. Dall’alto della sua esperienza – ha proseguito il vice sindaco – ha caldeggiato una Rsa volta al futuro, che fornisca non solo servizi interni, ma anche a domicilio, contemplando ad esempio percorsi di riabilitazione post-operatori».

Tant’è: nel progetto che si sta vagliando si prevede la presenza di una piscina utile per offrire la cosiddetta riabilitazione acquatica.

Un incontro, questo, ha rimarcato Paganoni, «che ha tra gli scopi quello di arrivare a creare una Rsa di qualità, con rette che siano però calmierate per i nostri concittadini, che non possono permettersi di pagare la retta intera, alla luce soprattutto del blocco degli accreditamenti regionali».


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