Renzi in Sudamerica. Il premier incontra  padre Ugo De Censi
La foto dell’incontro pubblicata su Facebook

Renzi in Sudamerica. Il premier incontra

padre Ugo De Censi

Dopo aver dormito nell’European Southern Observatory, “capitale dell’astronomia mondiale”, nel deserto al nord del Cile, ieri il premier ha raggiunto il Perù per visitare il sito archeologico Inca, Machu Picchu, con il primo ministro della Repubblica del Perù.

Visite ufficiali, ma anche momenti d’incontro personali come quello di ieri con il fondatore dell’Operazione Mato Grosso, il valtellinese padre Ugo De Censi.

Il presidente del consiglio Matteo Renzi, al terzo giorno di viaggio in Sudamerica, ha inaugurato su facebook il diario di bordo per trasmettere, senza filtri mediatici, le impressioni di una missione che punta a rafforzare gli investimenti, ma anche a esportare la cultura italiana nel mondo.

Dopo aver dormito nell’European Southern Observatory, “capitale dell’astronomia mondiale”, nel deserto al nord del Cile, ieri il premier ha raggiunto il Perù per visitare il sito archeologico Inca, Machu Picchu, con il primo ministro della Repubblica del Perù Pedro Cateriano.

Ma dopo la visita ufficiale ad uno dei Patrimoni mondiali dell’umanità, Renzi si è anche concesso un appuntamento personale, incontrando da solo il fondatore di Operazione Mato Grosso, padre Ugo de Censi. «Si tratta - ricordano i collaboratori di Renzi - di un pezzo importante della coscienza del cattolicesmo più legato al lato sociale». Insieme al valtellinese padre Ugo, il premier ha incontrato anche don Paolo Bargigia, suo professore di religione al liceo, che tanto ha contato nella formazione religiosa personale del premier.

L’incontro tra il presidente del consiglio e padre Ugo non è passata inosservata neppure agli esponenti politici locali. È stato per primo il senatore morbegnese del Partito democratico, Mauro Del Barba, renziano della prima ora, a postare la foto dell’incontro tra i due.

«Per chi ancora sottovaluta l’Italia e gli italiani, il nostro ruolo nel mondo, il grande cuore e coraggio dei valtellinesi e valchiavennaschi - ha scritto a commento del post -. Grazie a Padre Ugo e ai tantissimi che da anni, anche da noi, lavorano con lui, per gli altri, indifferenti al rumore di chi urla e scoraggia quotidianamente».


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