Referendum, appello dei sindaci al voto

Referendum, appello dei sindaci al voto

Diciotto su ventuno. Mancano soltanto le firme di Caspoggio, Lanzada e Torre Santa Maria sotto l’appello che gli amministratori de Sondriese lanciano a pochi giorni dall’appuntamento di domenica.

È chiaro ed inequivocabile il segnale lanciato dalla Comunità montana di Sondrio ai propri concittadini alla vigilia di urne che, al momento, non stanno scaldando particolarmente i cuori.

«Dobbiamo approfittare di questa occasione che può rappresentare una svolta epocale per la regione, per i nostri territori di montagna e che può permettere finalmente di guardare con fiducia al futuro - recita il documento messo a punto dai diciotto primi cittadini -. Se supportata dal maggior numero di lombardi possibile la richiesta di autonomia acquisterà più forza ed un grande peso; la politica non potrà più ignorare il desiderio di milioni di cittadini ed il tema dell’autonomia regionale diventerà attuale».

Un appello quello dei sindaci motivato da considerazioni di ordine economico ed amministrativo. «In base alla Costituzione - proseguono i sindaci -, la Lombardia potrebbe gestire direttamente l’istruzione scolastica e universitaria, la tutela dei beni culturali, la ricerca scientifica e innovazione, le infrastrutture, la protezione civile e molto altro ancora. Oltre alle competenze l’obiettivo è di trattenere sul territorio gran parte del residuo fiscale (la differenza tra le tasse pagate dai cittadini lombardi allo Stato e quanto ritorna sul territorio) che i lombardi trasferiscono alla capitale e che equivale a 54-56 miliardi di euro all’anno ed innescare così un processo di vero federalismo, efficiente e responsabile, necessario e irrinunciabile per lo sviluppo del Paese».


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