Recupero ex Fossati. Due anni di bonifica  e 3,5 milioni di costo
Al via le operazioni di bonifica dell’ex cotonificio

Recupero ex Fossati. Due anni di bonifica

e 3,5 milioni di costo

Il Comune di Sondrio ha illustrato le fasi dell’iter. Previsto l’abbattimento di tutte le strutture esistenti. Saranno eliminate le sostanze chimiche dal terreno.

Per bonificare l’ex Fossati serviranno 23 mesi e circa tre milioni e mezzo di euro, con l’abbattimento di tutte le strutture della vecchia fabbrica e l’eliminazione delle sostanze chimiche dal terreno.

Sulla partenza dell’operazione al momento non ci sono indicazioni certe, ma il Comune seguirà da vicino tutte le fasi dell’operazione, anche se la competenza diretta è di altri enti: l’ha spiegato ieri sera in consiglio comunale l’assessore all’Ambiente Pierluigi Morelli, che rispondendo all’interrogazione di Andrea Massera di Sondrio liberale ha fatto il punto sulla situazione dell’ex fabbrica di località Piazzo, in disuso da anni e acquisita ora dalla società EuroMilano, specializzata nel recupero di aree industriali dismesse.

Il percorso verso la bonifica è iniziato l’estate scorsa, ha spiegato Morelli, con carotaggi e analisi per individuare le fonti di contaminazione, poi è stato predisposto un piano di bonifica che è stato approvato dalla conferenza di servizi «con i tecnici del Comune, di Arpa, della Provincia, di EuroMilano e del liquidatore della Newcocot», ha rimarcato. «L’area copre in tutto 42mila metri quadrati - ha ricordato Morelli - e per il piano di caratterizzazione sono state effettuate 35 perforazioni a diverse profondità. Tutti i superamenti riscontrati sono di poco superiori ai limiti, per sostanze attese viste le lavorazioni effettuate. Si tratta di arsenico nell’area in cui veniva lavorato il cotone grezzo, e di tracce di rame, nichel, idrocarburi nelle zone della tintoria e del deposito del carburante». Per bonificare l’area, ha spiegato Morelli, verranno effettuati «scavi selettivi del terreno e trattamenti sul posto con un vaglio mobile, in maniera da recuperare il materiale utilizzabile ed evitare così di mandare tutto in discarica».

Procedendo in questo modo ci vorrà un po’ più di tempo, ha spiegato Morelli, ma si ridurrà l’impatto in termini di trasporti dall’area verso i siti di smaltimento. Per gli edifici esistenti, invece, è previsto l’abbattimento completo: «Le prime ad essere eliminate saranno alcune piccole coperture in cemento-amianto - ha spiegato Morelli -, mentre l’edificio ad est sarà l’ultimo ad essere abbattuto, perché verrà utilizzato per ospitare le macchine e le fasi di lavorazione per la bonifica del terreno. In tutto si avranno circa 31mila metri cubi come residuo di demolizione, che verranno frantumati, mentre gli scavi riguarderanno circa 55mila metri cubi, con recupero in loco del 50% circa del materiale».

L’intera operazione sarà seguita da Arpa con una serie di collaudi intermedi, ha sottolineato Morelli, e «monitoraggi ogni tre mesi sulle emissioni in atmosfera, le eventuali interferenze con le acque sotterranee, costituite non da falde ma da infiltrazioni dai terrazzamenti che poi finiscono nel Mallero, e gli altri aspetti ambientali».

Tempi e costi

Il percorso secondo le previsioni dei tecnici richiederà 23 mesi, con un costo stimato intorno ai 3,5 milioni di euro: «Ad oggi non sono state presentate domande per l’inizio delle operazioni – ha chiarito l’assessore in aula -, seguiremo da vicino l’intera vicenda, anche se il Comune ha competenza diretta solo sull’installazione del cantiere e sulla viabilità».


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