Mercoledì 30 Luglio 2014

Recupero dei rifiuti

È guerra sui numeri

L’impianto di bioessicazione di Cedrasco

Provincia di Sondrio riciclona, ma non per tutti. Guerra aperta tra Secam, la società interamente pubblica che si occupa dello smaltimento per l’intero territorio, e l’Istituto superiore per l’ambiente (Ispra) sui dati relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti nel 2013.

L’Ispra attribuisce una percentuale del 43% per quanto riguarda la raccolta differenziata, decisamente al di sotto di quella soglia del 60% prevista dalla legislazione nazionale, oltre che lombarda e che pone infatti la provincia di Sondrio tra le ultime non soltanto in Lombardia, ma anche in Italia.

Secondo i numeri forniti dall’Ispra nel 2013 sono state raccolte complessivamente 80.032 tonnellate di rifiuti, di cui 34.489 di differenziata.

Di segno diverso i dati forniti da Secam e che la società ha trasmesso, come previsto, all’osservatorio sui rifiuti (Orso). Secondo questi numeri nel 2013 in Valtellina e Valchiavenna sono stati prodotti rifiuti per 80.098 tonnellate, di cui 42.681 tonnellate (53%) sono state inviate a recupero (di materia, secondo la dizione tecnica) e 37.417 (47%) alla bioessicazione. Di quest’ultime però allo smaltimento sono andate, effettivamente, 26.192 tonnellate pari al 32%. «Che significa - spiega il direttore di Secam Andrea Mariani - che il totale di rifiuti recuperati o riciclati sono pari al 68%. Al di sopra del 60% indicato dalla normativa, tanto che non siamo mai incappati in sanzioni e anche di quel 43% di cui parla l’Ispra».

Una differenza numerica importante quella che emerge e che, secondo Secam, è frutto di una differente interpretazione di ciò che è differenziata. Nello studio di Ispra non sono considerati nè i quantitativi di materiale recuperato attraverso il lavaggio delle terre di spazzamento, né tantomeno quelli degli ingombranti. Tipologie, entrambe, che vengono trattate negli impianti di Cedrasco.

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