«Recinto aperto  e asini in giro  Qualcuno lo apre»
Gli asini che durante l’estate sono stati liberati più volte dal loro recinto all’alpe Combanina

«Recinto aperto

e asini in giro

Qualcuno lo apre»

Pedesina Esasperato il sindaco Fabio Ruffoni Gli episodi colpiscono la cooperativa sociale “Si può fare”

«Puntare il dito contro qualcuno è impossibile, perché prove non ne abbiamo, però, non credo proprio che gli asini, da soli, possano spegnere la batteria che alimenta la recinzione mobile che li contiene ed aprirsi un varco in autonomia, per poi disperdersi, in ogni dove, sul territorio».

Parola di Fabio Ruffoni, sindaco di Pedesina, che, più volte, l’ultima venerdì scorso, ha dovuto fare i conti con la “dispersione” dei 18 asini ospitati all’alpeggio Combanina, a quota 1900 metri, sopra Pedesina, e gestiti dagli operatori della cooperativa di solidarietà sociale “Si può fare”, in capo a “La Centralina” di don Diego Fognini, di Caspano di Civo.

«Abbiamo stipulato un accordo, sei anni fa, come Comune, con la cooperativa - dice Ruffoni - in base al quale, i suoi operatori ci garantiscono lo sfalcio, due volte l’anno, dei prati attorno a Pedesina, di proprietà di privati, dai quali abbiamo avuto l’autorizzazione, che non riescono a garantire la regolare pulizia, e, in cambio, lasciamo che gli asini possano pascolare in un appezzamento comunale, recintato, a Combanina. Il problema è che, con una certa regolarità, capita che gli asini vengano dispersi e si debba andare a cercarli in ogni dove. E, ovviamente, non si sa da chi. So che fra gli alpeggiatori della zona, periodici “scherzi”, chiamiamoli così giusto per non esacerbare gli animi, si compiono, perché sempre qualche piccolo “contenzioso” legato all’appezzamento di terra avuto in dote, si verifica, però ricordo che parliamo sempre di terreni comunali, avuti in gestione con regolare appalto. Gli stessi asini sono su terreno comunale e, se abbiamo stipulato un accordo, non vedo perché non ci debbano stare».

Di venerdì scorso, come detto, l’ennesima fuga provocata degli asinelli, che, i loro custodi, Simona e Luca, sono dovuti andare a recuperare di qua e di la, ritrovandoli, infine, anche in paese, a Pedesina, dove, pure fra la popolazione presente, una certa ansia per le sorti degli animali, soprattutto dei più piccini, si era generata. Fino a quando, per la gioia dei bimbi, tutti gli animali sono stati rintracciati.

«Ora ho deciso che restano qui in paese, per i prossimi 20 giorni e per quest’estate va così, poi per il prossimo anno vedremo - dice Ruffoni -. È un po’ presto, da noi, per effettuare l’ultimo sfalcio, comunque, ora sono qui nei nostri prati, attorno a Pedesina, e brucheranno l’erba fino a ripulirli, per rientrare poi, a fine stagione, in bassa valle. Tra l’altro, dato che il prossimo fine settimana abbiamo la Sagra del Bitto, e tre asinelli sono abituati anche a essere sellati, organizzeremo dei piccoli percorsi-passeggiata con l’asinello per i bambini. So che la cosa piace molto».

Niente denunce

Il sindaco Ruffoni non ha segnalato questi aspetti alle forze dell’ordine, «più che altro per non gettare benzina sul fuoco», dice, ma la situazione venutasi a creare non è delle migliori. Segno che l’esistenza, in alta quota, che di primo acchito potrebbe apparire in tutto e per tutto bucolica, in realtà, riserva non poche sorprese.

E a farne le spese, ora, sono gli asinelli, in balia di beghe di vicinato e, ricorda il sindaco, «anche di una gestione dei cani, da parte di chi si trova a transitare in alta quota - dice -, non proprio ottimale, perché vanno tenuti al guinzaglio, in alpeggio e nei boschi, vorrei ricordarlo, altrimenti rischiano di far danni notevoli». L’ipotesi, infatti, è che a contribuire alla dispersione degli asinelli, siano anche cani liberi che li spaventano.


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