Ragazzo trovato morto nella diga  Il cordoglio del mondo della scuola
Il bacino della diga di Sernio, dove è stato ripescato il corpo del giovane

Ragazzo trovato morto nella diga

Il cordoglio del mondo della scuola

Sernio. Aveva 16 anni, frequentava la terza liceo scientifico all’istituto Pinchetti di Tirano

«Quel banco non resterà vuoto, non permettete che accada. Non ci sarà più la sua presenza fisica, ma il vostro amico sarà sempre presente».

È toccante, e purtroppo non per la prima volta, il messaggio che il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio, Fabio Molinari, ha inviato attraverso una lettera e un video ai compagni del ragazzo di 16 anni di Tirano che giovedì nel tardo pomeriggio è stato trovato morto nelle acque della diga di Sernio.

Un episodio tragico che ha scosso profondamente tutta la Valtellina e in modo particolare il mondo della scuola, di cui il giovane faceva parte: frequentava la classe terza al liceo scientifico Pinchetti di Tirano.

Una tragedia i cui contorni non sono ancora ben definiti: al momento non vi sono certezze su cosa abbia causato la sua morte. A chiarirlo sarà l’autopsia che verrà effettuata sulla salma recuperata dal bacino della diga di Sernio nella prima serata di giovedì dai vigili del fuoco del distaccamento di Tirano e dai tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico; ma anche gli accertamenti e le indagini subito avviate dai carabinieri della Compagnia tiranese, che al momento non hanno ancora elementi per poter affermare con certezza cosa sia accaduto.

Per questo, quindi, bisognerà ancora aspettare, ma ora è già il momento del dolore e del cordoglio.

«Con profonda tristezza ho dovuto una volta sentire una vicenda tragica che coinvolge un nostro studente, un ragazzo della grande famiglia della scuola della Valtellina che purtroppo ha perso la vita - sono le parole del dirigente scolastico Molinari -. Sarebbe bello, con l’età e l’esperienza, avere una risposta per tutto, ma mi accorgo del contrario, ho solo tante domande e sempre meno risposte.Raccomando ai compagni, ai docenti, alla scuola di essere vicini alla famiglia di questo giovane ora, ma soprattutto più avanti, quando la solitudine, la tristezza e in senso della mancanza si faranno sentire con maggiore forza. Non risparmiate le lacrime, lasciate sfogare la rabbia - ha concluso - , ma dopo ricordatevi che il vostro compagno deve continuare a vivere in mezzo a voi, il suo banco deve essere occupato non dalla sua presenza fisica ma da quella spirituale».


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