Quota cento, in provincia di Sondrio solo 41 richieste
La sede Inps di Sondrio

Quota cento, in provincia di Sondrio solo 41 richieste

Un’analisi del Corriere della Sera colloca Sondrio al quart’ultimo posto tra le province italiane. La corsa alla pensione anticipata per ora è modesta, anche se gli esperti affermano come occorra aspettare.

Sondrio è al quartultimo posto nella classifica delle province italiane per il numero di domande di pensione con “Quota 100”. Ad affermarlo è un’analisi pubblicata dal “Corriere della Sera”, secondo la quale l’altro ieri alle 10 solo 41 lavoratori (alcuni dei quali già nei primissimi giorni) avevano depositato la richiesta di pensionamento anticipato grazie alle normative approvate di recente.

Come rilevato nei giorni scorsi dai patronati, a cominciare da quelli delle tre maggiori organizzazioni sindacali, delle Acli e di Coldiretti, sono circa 1200, secondo le stime dei sindacalisti, i valtellinesi e valchiavennaschi potenzialmente interessati alla recente normativa, visto che hanno le carte in regola.

L’affluenza agli sportelli è alta, un po’ come in tutta Italia. Le domande che sono state finora inviate sono quindi poche, ma alla fine di questo percorso potrebbero essere molti di più coloro che decideranno di smettere di lavorare.

Gigi Petteni, sindacalista bergamasco che ben conosce la realtà valtellinese, ha spiegato al quotidiano milanese «che moltissimi lavoratori stanno accorrendo al grido di “prima che cambino idea oppure che arrivi un altro governo, presento la domanda”».

Inoltre, secondo quest’analisi, la corsa alla pensione - molto più evidente nel resto del Paese rispetto alla Valtellina - si spiega con il fatto che alle porte di «Quota 100» premevano le coorti di lavoratori bloccati in attesa di raggiungere i 67 anni d’età necessari per la pensione.

Ora invece con «Quota 100» ne bastano 62, purché si abbiano 38 anni di contributi. I responsabili dei patronati valtellinesi hanno spiegato di avere contattato tutti coloro che negli ultimi quattro o cinque anni si erano informati sulla propria condizione.

Per molti di loro potrebbe trattarsi del momento buono, sempre che vogliano andarsene dal lavoro con le condizioni – in molti casi poco vantaggiose – previste dalla legge. Nella sede nazionale dell’Inps, anche per questa ragione, sono in pochi a stupirsi di fronte a questo trend. E se le indagini basate sui valori assoluti, per un territorio che ha la stessa popolazione di una manciata di municipi di una metropoli come Roma oppure Milano, non costituiscono una base adeguata per un’analisi approfondita, appare probabilmente più interessante l’indagine de Il Sole 24 Ore.

La cartina che deriva dall’analisi del quotidiano economico finanziario di Confindustria è stata elaborata sulla base dell’incrocio tra i dati dell’istituto di previdenza e quelli dell’Istat relativi alla popolazione. I colori della mappa dicono chiaramente che la Valtellina è uno dei territori con la minor diffusione di domande, proprio come tante altre province del Nord.

Tutta un’altra storia rispetto a quanto sta accadendo in questi giorni nel Meridione.


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