«Quel massacro sul treno  potrà accadere ancora»
Casatenovo - Pendolari stipati in una carrozza (Foto by Repertorio)

«Quel massacro sul treno

potrà accadere ancora»

Casatenovo, la denuncia di un pendolare testimone del pestaggio

«Il sovraffollamento delle carrozze ha favorito quell’aggressione»

«Bisogna solo ringraziare il Cielo che non sia accaduta una disgrazia peggiore». Adelio Sironi, storico pendolare casatese, venerdì mattina era sul treno Paderno/Robbiate-Milano Porta Garibaldi, quello finito sotto i riflettori delle cronache di tutta Italia a causa del sanguinoso pestaggio subito all’altezza di Monza da un uomo di 55 anni residente ad Arcore.

Il pestaggio del “branco” composto da cinque ragazzi era stato scatenato da una semplice richiesta da parte della loro vittima, quella di togliere i piedi dai sedili per consentire agli altri passeggeri di sedersi. «L’aggressione - racconta Sironi - è avvenuta sulla stessa carrozza dove ero presente anch’io, stipato però sulle scale che portano al secondo piano. Posso quindi solo essere testimone delle urla perché, appunto, stipati come eravamo, nessuno si poteva muovere. Bisogna solo ringraziare il Cielo che non sia accaduta una disgrazia peggiore».

«Non voglio dire - prosegue - che l’aggressione magari poteva essere evitata, visti i balordi che l’hanno causata; ma sicuramente il sovraffollamento delle carrozze, dovuto alla composizione inadeguata del treno da parte di Trenord, come da diverso tempo denuncio, l’ha sicuramente favorita».

«Vorrei veramente sbagliarmi - dice - ma se non si risolve il problema del trasporto ferroviario su questa linea incriminata, sicuramente accadranno ancora situazioni nefaste, come incidenti, malori, infortuni, se non peggio».

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