Quando il vino sposa la qualità. E diventa una vetrina per la valle
La presentazione: Marino Del Curto, Giacomo Mojoli, Aldo Rainoldi e Attilio Tartarini

Quando il vino sposa la qualità. E diventa una vetrina per la valle

Chiavenna, presentato a Sondrio il Valtellina Wine Festival, saranno coinvolti anche i negozi non food. «Importante il lavoro d’insieme, il turismo enogastronomico sta giocando un ruolo chiave».

Chiavenna ancora “capitale enologica” della provincia con il Valtellina Wine Festival in programma il 20 e 21 settembre. L’evento, giunto alla terza edizione, è stato presentato al Palazzo della Provincia. “Vino come paesaggio” il tema della rassegna che ha epicentro nella città della Mera, scelta per la sua vicinanza alla Svizzera, mercato importante di consumatori disposti a spendere sulla qualità.

La manifestazione è in crescita, secondo la valutazione di Aldo Rainoldi, presidente del Consorzio Vini Valtellina. «Quest’anno ci attendiamo ancora più presenze, per una manifestazione che con il successo del 2018 ha dimostrato di poter veicolare intelligentemente un messaggio di qualità. Siamo convinti che la Valtellina abbia preso coscienza della propria identità vinicola, la recente missione a Stoccolma sul mercato scandinavo ci ha dato risposte importanti, con degustazioni sold out. Migliorare la comunicazione sul mercato farà crescere tutto il nostro gruppo».

Marino Del Curto, commerciante ed esperto enologico che farà da “ambasciatore del vino” su incarico del Comune, si è detto «onorato che Chiavenna ospiti ancora una manifestazione di questa importanza». E annuncia per quest’anno la novità del coinvolgimento dei negozi non food: «Una ventina collaboreranno con allestimenti di vetrine e sconti alla clientela più affezionata sui pass, disponendo anche maxi adesivi “indicatori” a terra sulla porta dell’esercizio che facciano da guida visiva».

Attilio Tartarini, coordinatore del Distretto Agroalimentare di Qualità: «È importante un lavoro di insieme, dai vini ai prodotti Dop e Igp della valle per rappresentare tutte le eccellenze di un territorio. Orgogliosi di esserci per il secondo anno, con il nostro percorso promozionale “Taste the Alps». E annuncia per la prossima settimana a Monaco di Baviera una presentazione alla stampa e ai blogger di prodotti valtellinesi.

L’ideatore dell’evento, Giacomo Moioli, snocciola dati: «In tre anni siamo riusciti ad avere 60 cantine ospiti, presenti non solo con il prodotto ma anche con le persone. È come se Chiavenna ospitasse un festival di cinema con quindici tra i più importanti registi o un meeting economico con quindici imprenditori top. Con i Wine Lab abbiamo coinvolto quasi 500 persone, tra cui un centinaio di studenti sull’alberghiero in un evento di contaminazione virtuosa e di comunicazione. Nei Wine Tasting è possibile incontrare i vini migliori d’Italia, abbiamo costruito relazioni con una cinquantina di operatori importanti per l’immagine e naturalmente anche il turismo».

Moioli conferma che il turismo legato all’enogastronomia sta giocando un ruolo chiave: «Su 99 tour operator sondati, ben 61 introducono percorsi del gusto nella loro offerta e di questi il 28 per cento sono tedeschi e il 18 americani. Dati su cui riflettere. Il vino valtellinese può essere l’occasione per generare un’ immagine di qualità per il comparto».


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