«Qualche timore  Ma è una scelta  di buon senso»
Un momento delle vaccinazioni (Foto by foto Domiziano Lisignoli)

«Qualche timore

Ma è una scelta

di buon senso»

A Chiavenna Gli insegnanti e il loro stato d’animo

«Quanto accaduto, nei giorni scorsi, con il vaccino AstraZeneca, un po’ ha destabilizzato, ma il buon senso deve prevalere». È con questo spirito che Ylenia Daziani, di Morbegno, insegnante all’elementare Pestalozzi di Chiavenna, ha affrontato la vaccinazione anti Covid, presentandosi, nel primo pomeriggio di ieri, al centro vaccinale allestito all’ospedale di Chiavenna.

«L’ho fatto con convinzione - aggiunge -, perché per tutti noi e, soprattutto, per i bambini, è un enorme dispiacere non andare a scuola. Sembra strano, perché spesso è vissuta o percepita come un peso, invece per loro è fondamentale stare con i compagni. Sì, c’è l’insegnamento a distanza, che seguono anche con molto rigore, ma la presenza è importantissima».

È questa la molla che ha spinto anche un’altra insegnante, di una scuola dell’infanzia della Bassa Valchiavenna, che ci ha chiesto la possibilità di rimanere anonima, a farsi vaccinare nonostante sia “no vax”.

«Qualche riserva, considerato il terrorismo fatto rispetto al vaccino AstraZeneca, l’avevo - ammette -. Però io non volevo venire a prescindere, fin dall’inizio, perché no vax. L’ho fatto solo per senso civico, perché essendo un insegnante mi sembrava doveroso e rispettoso nei confronti dei bambini».

Ci permettiamo di chiederle, cosa significa essere “no vax”. «È una scelta di vita - risponde -, una visione secondo la quale le malattie devono fare il loro corso. Non farei mai, ad esempio, un’antinfluenzale, per quanto penso sia doveroso farla per le persone fragili o pluripatologiche».

Una scelta sofferta anche per Mirella Fransci, di Colico, collaboratrice scolastica alla scuola dell’infanzia di Verceia, che assicura di non aver affrontato la vaccinazione a cuor leggero. E forse la sua è una condizione comune a tanti.

«Non ci ho dormito due notti - assicura -. Anche perché dovevo fare il vaccino martedì scorso, ma è stato tutto interrotto per via degli approfondimenti su AstraZeneca e ora essere richiamata dopo tutto quello che è successo mi ha un po’ scombussolata. Ho chiesto spiegazioni e consiglio anche al mio medico di base, poi ho deciso che sarei venuta. Ed eccomi qua».

Coraggiosa, Mirella, a vincere le sue paure, le sue perplessità. «Alla fine ho messo sul piatto le due cose, il rischio di ammalarsi e il rischio vaccino - dice - e ho capito che era meglio vaccinarsi».

E come lei hanno fatto e, con ogni probabilità, faranno in molti. Convinta, nonostante tutto, anche Sofia Dei Cas, 32 anni, di Mese, insegnante di storia e filosofia al Da Vinci, di Chiavenna.

«Sono abbastanza tranquilla - dice -, anche perché avendo una visione un po’ critica ho cercato di informarmi il più possibile prima di venire. D’altronde si tratta di un contributo alla società che mi sembra giusto dare. C’è urgenza di tornare a scuola in presenza e il vaccino in questo ci aiuterà».

La pensa allo stesso modo Alessandra Della Matera, di Piantedo, insegnante di arte e immagine alla scuola media di Novate Mezzola. «Siamo tutti talmente stufi di questa situazione - dice - che non vediamo l’ora passi. Certo, un po’ di preoccupazione c’era, però bisogna affrontare la situazione».

Lo ha fatto con coraggio anche Francesco Colletti, 30 anni, di Agrigento, collaboratore scolastico alla scuola dell’infanzia di Gordona. «Un po’ di paura, in generale, c’era - ammette -, però adesso è tutto a posto, sono contento». E in effetti, gli brillano gli occhi come se avesse raggiunto la cima dell’Everest.

Disagio sopportabile

A consigliarlo per il meglio Laura Incitti, 31 anni, di Arnara, Frosinone, collaboratrice scolastica, anche lei a Gordona, vaccinatasi il 7 marzo scorso. «Ho avuto un po’ di debolezza e di febbre, ma niente di più», assicura.

Soddisfatta anche Alessia Caprio, 24 anni, supplente alla elementare di Mese, contenta anche «dell’opportunità concessami - dice - di avere il vaccino nonostante sia precaria nella scuola. Credo sia un bel segnale. Per il resto non mi sono fatta spaventare. Do fiducia alla scelta di proseguire nella vaccinazione».


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