«Provincia, un ente unico  con le Comunità montane»  La proposta di Sertori
Palazzo Muzio, sede della Provincia

«Provincia, un ente unico

con le Comunità montane»

La proposta di Sertori

La proposta L’assessore regionale ed ex presidente provinciale Sertori

«Avviamo una riflessione sulla efficienza della macchina amministrativa»

Uno per tutti (la Provincia), e tutti (le Comunità montane) per uno, perché, come recita il motto popolare, l’unione fa la forza.

A maggior ragione quando forza si traduce in amministrazione e dunque nella capacità di rispondere nel migliore dei modi possibili alle esigenze del territorio e dei suoi cittadini, offrendo servizi efficienti e di qualità.

A rimettere sul tavolo intanto della riflessione la questione del riordino istituzionale in chiave locale, con quanto consentito dalla legge regionale vigente, la numero 19, è l’assessore lombardo alla Montagna, Enti locali e Piccoli comuni Massimo Sertori che parte da due constatazioni.

La prima è avere una Provincia più ricca delle altre in quanto a risorse, con un maggior grado di autonomia, che fatica però star dietro a tutti i compiti che le sono stati affidati, a causa della carenza di personale, Ma c’è anche, e questa è la seconda verità di fatto, un sistema di Comunità montane perfettamente rodato con personale ed uffici in grado di portare avanti egregiamente il lavoro richiesto.

E dunque perché non mettere insieme le forze, ovvero le Comunità montane del fondovalle - Morbegno, Sondrio e Tirano - con la Provincia?

«Credo che qualche ragionamento in questo senso vada fatto - dice Sertori - a fronte della carenza di personale a palazzo Muzio. Da quando ero presidente della Provincia ad oggi si è passati da sei dirigenti a due e non so a quanti dipendenti, ma ormai il personale è davvero ridotto al lumicino e questo a volte, nonostante l’impegno straordinario del presidente e dei suoi collaboratori, si ripercuote negativamente sull’efficienza dell’ente. Ma mi sembra normale se si è sotto organico».

«Anche per questo, ma non solo per questo, una riflessione in provincia di Sondrio andrebbe fatta sulla questione delle Comunità montane. E lo dico io che ho la responsabilità di questi enti in Regione, finanziati per la prima volta con 35 milioni di euro di cui 9 arrivati in Valtellina e Valchiavenna. Ma una riflessione tutti insieme andrebbe fatta».

«Consultiamoci»

Sertori parla, e ci tiene molto a sottolinearlo, di una riflessione e non di decisione già presa. «Credo che sarebbe utile almeno valutare la possibilità che le Comunità montane di Sondrio, di Tirano e di Morbegno vengano inglobate nella Provincia rimanendo come organi periferici, ma “cedendo” il personale alla Provincia per rafforzare l’ente in maniera importante - dice l’assessore - perché, ripeto, la Provincia ha risorse, autonomia e capacità, mancano le persone».

Un’ipotesi da valutare che potrebbe comunque essere attuata fin da subito grazie alla legge 19 che riguarda solo la provincia di Sondrio in virtù del suo status montano.

«Decidere insieme»

«Capiamoci - insiste Sertori - non sto dicendo che bisogna fare questa cosa, dico però che sarebbe opportuno che tutti insieme, a partire dai sindaci che sono i primi a beneficiare degli effetti di una Provincia efficiente, facessimo delle valutazioni in questo senso. Se poi a fronte di criticità esistenti dovesse emergere che va bene rimanere com’è, allora si rimane così».


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