Provincia, i tagli al personale: Sondrio scende dal 50 al 30%
Palazzo Muzio, sede della Provincia di Sondrio

Provincia, i tagli al personale: Sondrio scende dal 50 al 30%

Nel maxi emendamento della legge di stabilità approvato in questi giorni, i tagli al personale dell’amministrazione provinciale di Sondrio sono stati ridotti dal 50% al 30%: è stata così riconosciuta in un certo qual modo la specificità del territorio di Valtellina e Valchiavenna, interamente montano e confinante con un Paese straniero.

La provincia di Sondrio è stata così equiparata, in termini di “trattamento” alle città metropolitane per cui il taglio delle dotazioni organiche era già previsto originariamente del 30%. «Prendiamo atto - ha spiegato Marco Contessa della Funzione Pubblica della Cisl - che nel maxi emendamento è stato trattato il tema della riorganizzazione delle Province e si traduce in fatti concreti il concetto di specificità di territorio montano. I tagli del 30% di certo non risolvono il problema dei lavoratori, ma almeno lo attenuano». Quello del maxi emendamento è comunque soltanto il primo passo a cui devono seguirne altri: «Lo Stato ha fatto la sua parte - ha proseguito Contessa - ora tocca alla Regione compiere il passo successivo, cioè quello di trasferire deleghe, risorse e competenze al territorio in modo tale da garantire il più possibile l’offerta dei servizi ai cittadini».Con il maxi emendamento sono stati sanciti alcuni passaggi precisi fino al 31 dicembre 2016 che riguardano il personale delle ormai ex amministrazioni provinciali: innanzitutto, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità verrà individuato il personale che rimarrà assegnato agli enti e quello da destinare alle procedure di mobilità; entro 60 giorni dall’entrata in vigore sempre della legge di stabilità, invece, dovranno essere stabiliti i criteri con i quali definire le procedure di mobilità.

Fino al 31 dicembre 2016, infine si procederà alla ricollocazione del personale in mobilità in maniera prioritaria alle Regioni e agli enti locali e, solo successivamente alle altre amministrazioni dello Stato. Per i lavoratori, inoltre, ci sarà la possibilità, nelle more della conclusione delle procedure di mobilità, di rimanere in servizio negli enti provinciali (o nelle città metropolitane) con l’avallo delle Regioni e degli enti locali attraverso apposite convenzioni che tengano conto del riordino delle funzioni e con oneri a carico dell’ente utilizzatore.

Il personale, poi, anche a seguito di mobilità, potrà mantenere il trattamento economico, compreso il salario accessorio, di cui godevano prestando servizio per l’ente Provincia. Infine, il maxi emendamento porta a fine 2018 (da fine 2016) i termini per la stabilizzazione del personale provinciale precario.


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