Protesta per il ponte di Traona  Le aziende: scendiamo in piazza
Il ponte sull’Adda è chiuso al transito ormai da dieci mesi

Protesta per il ponte di Traona

Le aziende: scendiamo in piazza

Dopo la diffida, le imprese locali pensano di scendere in piazza sulla nuova 38 o davanti alla Provincia

Sono pronti a manifestare lungo la nuova statale 38 o davanti a palazzo Muzio per chiedere non solo chiarezza sul cantiere in corso, ma anche per reclamare un ponte nuovo che risolva un nodo cruciale della viabilità.

A una settimana dall’invio della lettera degli imprenditori di Traona che diffidano la Provincia riguardo ai tempi di conclusione dei lavori del ponte sull’Adda che da 10 mesi risulta chiuso al transito, in assenza di una risposta da parte dell’amministrazione provinciale, la protesta si estende alla popolazione che ha chiesto di essere parte attiva per far sentire la voce di quanti hanno subito i disagi e le ricadute negative dei ritardi sui lavori.

Il gruppo dei 39 imprenditori che si sono attivati in questi mesi (anticipati da due azioni singole di altri esercenti) si sta muovendo su due fronti: uno è quello legale sfociato nella diffida alla Provincia, l’altro è quello che a breve si paleserà con una manifestazione pubblica.

All’obiettivo di ottenere finalmente risposte chiare e tempi certi si affianca sempre di più la volontà di rivendicare un ponte nuovo, efficiente e adeguato al collegamento con la nuova statale 38 di cui, come hanno fatto presente gli stessi imprenditori nell’assemblea pubblica di giovedì scorso, nessun traonese ha potuto godere fino ad oggi proprio perché la chiusura del ponte ha impedito l’accesso allo svincolo di Cosio Valtellino e costretto imprese e cittadini ad allungare percorsi quotidiani anche per brevi tragitti.

Come ha fatto presente lo stesso presidente della Provincia, Elio Moretti, il ponte sull’Adda tra Cosio Valtellino e Traona risale agli anni ’60 ed è dimensionato sulla viabilità di quel periodo, ora profondamente mutate, con elementi strutturali caratterizzati da una significata snellezza che non risultano più adeguati ai carichi ed ai volumi di traffico di oggi.

La criticità strutturale più importante è legata alle opere di fondazione che sono costituite, oltre che dalle due spalle, da 4 pile in alveo, fondate su pali del diametro di 40 centimetri e lunghezza di 12 metri.

Proprio il programmato intervento di rinforzo delle fondazioni si è rilevato il principale problema del cantiere. Ad opera compiuta, il ponte risulterà a doppia circolazione per le auto e ancora a senso unico alternato per i mezzi pesanti, con passaggio regolato da semaforo intelligente.

Mentre il presidente Moretti invita a «una visione più positiva degli investimenti infrastrutturali e dell’operatività del pubblico» in vista delle «importanti risorse per l’ammodernamento delle infrastrutture che si avranno a disposizione per la ripresa economica», aziende e cittadini traonesi si muovono affinchè le stesse risorse possano confluire su un ponte nuovo e una viabilità efficiente per la costiera dei Cech. (A.Acq.)


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