Protesta a Morbegno: «Il cemento  ha stravolto la bellezza della zona»
Il maximuro nella zona del ponte rientra tra le opere di regimazione idraulica dell’Adda (Foto by foto gianatti)

Protesta a Morbegno: «Il cemento

ha stravolto la bellezza della zona»

Al ponte di Ganda sono spuntati cartelli eloquenti. L’ex consigliere comunale Bonetti molto critico sulle nuove arginature

«Egregi signori architetti, ingegneri e geometri del Morbegnese perché condividete un’opera che distrugge la bellezza di questa zona. Se così non è, fatevi sentire, aiutateci». E ancora: «Ogni mattina era bello aprire la finestra e vedere scorrere l’acqua nel nostro fiume, è brutto accettare che questo spettacolo offerto gratis dalla natura venga cancellato da un inutile muro di cemento. È una vigliaccata».

I cartelli, che somigliano molto ad annunci mortuari, sono comparsi a pochi passi dal ponte di Ganda a Morbegno sulla strada di Campovico. Per dimensioni, posizione e contenuti le scritte non stanno passando inosservate. «Si, sono in molti a fermarsi e a chiedermi di cosa di tratta»- spiega Dante Bonetti, ex consigliere comunale a Morbegno, oggi residente a Campovico che sul suo terreno ha sistemato una sorta di totem o “Punto di controllo della piena bicentenaria e commenti dei residenti riferiti ai lavori qui di fronte” che sintetizza le critiche verso le nuove arginature che rientrano nelle opere di regimazione idraulica del fiume Adda nel tratto di via Ponte di Ganda compreso tra l’omonimo ponte e l’innesto del sentiero Valtellina presso l’ex Centrale Enel di Campovico.

Un’opera «troppo impattante» secondo Bonetti che dopo le lettere inviate in Comune e Comunità montana è intenzionato a chiedere i «danni morali derivanti dal brutto muro di cemento che vedo ogni mattina aprendo la porta finestra da dove ammiravo il “mio fiume”, e questa brutta situazione mi obbliga a chiedere il sostegno a medici professionisti per lo stress che ne è conseguito. Poi ci sono i danni al patrimonio, c’è il deprezzamento della mia proprietà: essendo precluso l’affaccio sul fiume, il valore degli immobili è senz’altro diminuito».

Il residente rammenta che nel 2005 nel tratto a monte del Ponte di Ganda è stato effettuato «un grosso intervento sulle arginature, fondamentale per la sicurezza della zona, ora si innalza di altri tre metri la sommità dell’argine, tale opera va tranquillamente classificata come “pura follia ingegneristica». Da qui le richieste « al sindaco di ripristinare le condizioni di vita normale nella zona dove oggi l’orizzonte è confinato da una muraglia di cemento armato: si potrebbe abbassare buona parte del muro riportandolo com’era in precedenza».


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