«Pronto soccorso di Morbegno, contenti del risultato ma allibiti dal metodo»
Il pronto soccorso dell’ospedale di Morbegno

«Pronto soccorso di Morbegno, contenti del risultato ma allibiti dal metodo»

Dal prefetto per l’ordinanza sul pronto soccorso. Il sindaco Ruggeri: «Aspettavamo un incontro, ci hanno scavalcati»

I sindaci di Morbegno, Traona, Dazio, Talamona e Delebio ieri pomeriggio si trovavano dal prefetto quando sono venuti a conoscenza delle ultime disposizioni regionali sulla sanità locale.

Una doccia calda e fredda insieme: nonostante le notizie incoraggianti rispetto all’apertura anche notturna del pronto soccorso morbegnese, i sindaci ieri erano allibiti e amareggiati per le modalità di comunicazione in merito alle decisioni sul presidio sanitario cittadino, dalle quali si sono sentiti tagliati fuori «perché sono giorni che attendevamo una risposta dalla Regione alla richiesta di un confronto diretto con il presidente Maroni - dice il sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri -. Invece è stato il prefetto a mostrarci il comunicato che informava delle novità regionali. Di fronte a una mobilitazione dei cittadini e dei sindaci che li hanno sostenuti, ci aspettavamo come minimo di venire contattati in modo diretto». E aggiunge: «Le novità sono positive e sono una vittoria della popolazione e delle istituzioni locali, peccato però che siano una sconfitta della politica per il modo in cui sono state comunicate e raggiunte».

Anche perché gli amministratori locali, all’oscuro delle più recenti evoluzioni sull’ospedale della Bassa Valle, ieri si trovavano in Prefettura per presentare un’ordinanza sindacale urgente a effetto immediato (sarebbe dovuta scattare oggi) per il mantenimento del pronto soccorso aperto 24 ore su 24. Extrema ratio in assenza di risposte ufficiali dalla Regione. «Quell’ordinanza - afferma Ruggeri - ce l’ho ancora nel cassetto, è un’azione forte condivisa con i colleghi sindaci e avallata dal prefetto che teniamo pronta nel momento in cui dovesse venire meno la garanzia dei servizi di base del nostro ospedale. Ora attendiamo la discussione nella Conferenza provinciale dei sindaci per capire dal vivo i contenuti precisi della decisione comunicata da Milano e quindi ci esprimeremo di conseguenza».

Restano in guardia quindi gli amministratori comunali, per i quali restano ferme una serie di istanze. «Abbiamo delle richieste precise, sotto le quali non scendiamo a compromessi - ha detto il presidente dell’assemblea distrettuale dei sindaci, Dino Della Matera -. È inaccettabile che venga tolto anche quel poco di servizio che residua sul territorio di Morbegno. Se parliamo di territorio montano, è giusto che non valga la legge dei numeri, dei dati, delle statistiche, ma si tenga in considerazione che un nostro cittadino debba poter accedere agli stessi servizi con tempi e qualità di qualsiasi altra persona residente nella regione».

Consci della riforma in atto sulla sanità locale, i sindaci continuano a chiedere attenzione per un territorio particolare, quello montano del Morbegnese. «Sul quale - prosegue Ruggeri - continueremo a domandare garanzie per i livelli essenziali e uniformi di erogazione delle prestazioni socio-sanitarie e assistenziali ai cittadini residenti, con specifico riguardo agli standard di sicurezza e funzionalità e alla adeguata presenza sul territorio di servizi relativi al pronto soccorso, alla diagnostica e alle branche specialistiche ambulatoriali». Altro punto fermo il mantenimento della presenza del mezzo di soccorso avanzato con il medico.


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