Promessa ai sindaci  Malattie infettive  nel VI padiglione
Condivisa l’ipotesi di istituire, al padiglione VI, un centro isolato e autonomo per la gestione delle malattie infettive

Promessa ai sindaci

Malattie infettive

nel VI padiglione

La RegioneIl direttore generale ha dato loro ragione

Escluse promiscuità, nascerà un centro autonomo

Il VI padiglione del Morelli di Sondalo viaggia verso la destinazione da tempo auspicata dai sindaci dell’Alta Valtellina, e non solo. Quella di divenire un centro, isolato e autonomo, per la gestione delle malattie infettive, così da scongiurare ogni possibile promiscuità con le attività ospedaliere ordinarie ed evitarne il blocco, in caso di rigurgito Covid.

Chiaro, infatti, il proposito di Giovanni Pavesi, direttore generale Welfare di Regione Lombardia, che mercoledì, in videoconferenza, ha incontrato i sindaci dell’Alta Valtellina in risposta alla loro richiesta di chiarimenti di inizio ottobre, circa la situazione socio sanitaria provinciale con riferimento, in particolar modo, al Morelli.

Il Piano territoriale

I sindaci, guidati da Ilaria Peraldini, primo cittadino di Sondalo, alla cui rosa si sono aggiunti, da poco, i nuovi eletti di Bormio, Silvia Cavazzi, e di Livigno, Remo Galli, avevano espresso grandi perplessità rispetto alla proposta formulata dall’Ats della Montagna e da Asst Valtellina e Alto Lario, contenuta nel Piano territoriale della sanità, di istituire al VI Padiglione dai 20 ai 30 posti letto di Cure intermedie. «In sé - precisavano nella nota di ottobre - un servizio sicuramente apprezzato e indispensabile al territorio, ma che potrebbe trovare facilmente collocazione al di fuori del VI Padiglione maggiormente vocato, per le sue caratteristiche, alle malattie infettive».

Grande soddisfazione

Un punto su cui Giovanni Pavesi mercoledì ha convenuto. «Con grande soddisfazione abbiamo appreso che il direttore generale - dicono i sindaci -, proprio per la disponibilità di importanti risorse finanziarie previste da Regione Lombardia per la sanità provinciale, condivide l’ipotesi di istituire, al VI, un centro ad hoc per la gestione delle malattie infettive e ha anche sottolineato la volontà di investire sulle necessità tecnologiche e strutturali del presidio Morelli».

Scongiurata al riguardo, almeno in questa fase, anche la possibilità che gli effetti della pandemia possano riverberarsi, ancora una volta, sull’attività ordinaria da poco ripresa.

«Il direttore Pavesi ha dichiarato che nell’immediato - dicono i sindaci -, visti i numeri contenuti dei contagi, la Terapia intensiva del Morelli non verrà intaccata da nuovi ricoveri e comunque, nell’eventualità di una recrudescenza del virus, la Dg Welfare della Regione ha già predisposto un elenco di ospedali lombardi in cui i pazienti, che necessitano di ricovero in Rianimazione, verranno man mano trasferiti fino all’esaurimento dei posti letto disponibili e, al riguardo, la Terapia intensiva del Morelli sarà fra le ultime a essere attivata, in base all’andamento pandemico».

Il monitoraggio

È stato garantito, ancora ai sindaci, il monitoraggio dell’andamento delle attività chirurgiche d ambulatoriali, al fine di sopperire alle lacune provocate dal Covid. E ancora, rispetto all’altro grande tema che sta impensierendo le comunità dell’Alta Valle, cioè l’esternalizzazione del Pronto soccorso sondalino, «il direttore generale, pur capendo la motivazione dovuta alla carenza di personale e la difficoltà di Asst a reperire medici - precisano i primi cittadini -, ha garantito che verificherà le condizioni e monitorerà la qualità delle prestazioni, che devono essere di adeguato livello».

Si è parlato, infine, anche dell’assenza del reparto di Urologia e del cardiologo h24 e, nel complesso, Pavesi «ha garantito - dicono i sindaci - il suo massimo impegno nel trovare soluzioni che possano assicurare al territorio una risposta sanitaria efficiente».


© RIPRODUZIONE RISERVATA