«Profughi negli alberghi, solo per interesse»

«Profughi negli alberghi, solo per interesse»

A sottolinearlo è Simona Pedrazzi, capogruppo di opposizione a Chiesa in Valmalenco, che interviene sull’eventualità che l’Hotel Chalet Rezia di via Marconi possa trasformarsi in alloggio per un’ottantina di migranti.

«Se tanti gestori di alberghi della provincia di Sondrio hanno deciso di ospitare i migranti – dice Pedrazzi -, cercando, in questo modo, di salvare la loro attività, è per via del fatto che versano in una situazione economica limite o, come la proprietaria dell’Hotel Rezia, si trovano a subire le incapacità gestionali altrui. Ma al di là di questo, mi interessa evidenziare l’inerzia dei pubblici amministratori, comunali e sovracomunali, in Valmalenco e altrove, che non si premurano di andare incontro ai loro cittadini, cercando di supportarli, almeno per il possibile, a salvaguardia del comparto turistico».

Secondo Pedrazzi, quindi, «è fondamentale non lasciare soli gli operatori che si trovano nel bisogno e che, proprio per questo finiscono per cercare e trovare soluzioni azzardate e tampone ai loro problemi, creandone così, pur involontariamente, altri di natura sociale».

Per Pedrazzi, il prossimo, inteso anche come straniero, come profugo, va aiutato «ma non per necessità propria, perché– dice – oggi siamo nella situazione assurda, qui come altrove, che aiutiamo per essere aiutati. Cioè, i profughi salvano la nostra economia iperstagnante. È un autentico guazzabuglio che non ci porta da nessuna parte. Recuperiamo, invece, il senso di solidarietà, di comunità, prima fra di noi, in modo da non sentirci più soli, esclusi, isolati e disperati e, come tali, incline ad adottare scelte limite pur di resistere. Compito che deve vedere gli amministratori in prima linea».


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