Profughi, c’è l’assemblea  «Chiederemo di spostarli»
Carla Cioccarelli, con la fascia tricolore, durante una diretta tv dedicata al problema dei profughi

Profughi, c’è l’assemblea

«Chiederemo di spostarli»

Aprica, il sindaco convoca per mercoledì l’incontro alla sala congressi

Lo aveva annunciato nei giorni scorsi ed ora è deciso: mercoledì alle 20.45, il sindaco di Aprica Carla Cioccarelli convocherà nella sala congressi del centro direzionale un’assemblea pubblica con la popolazione della cittadina che accoglie, in due strutture private ormai da diversi mesi, un nutrito gruppo di profughi, arrivato di recente al numero di settanta.

Finalità dell’incontro quello di confrontarsi con la gente ed avviare una raccolta firme da presentare in Prefettura.

«Se i cittadini, come credo, saranno con me, ho intenzione di presentare alla Prefettura una richiesta, accompagnata dalle firme degli aprichesi, per chiedere di spostare la maggioranza dei profughi da Aprica in altre sedi - spiega il sindaco -. Non intendo dire che tutti i migranti dovranno essere trasferiti, perché non rinnego l’accoglienza, ma dovrà restare sul territorio, come d’altra parte tutti auspicano, un piccolo gruppo. Solo in questo modo la gestione dello stesso e l’integrazione saranno possibili senza negative ripercussioni né per questi ragazzi né per il resto del paese».

Cioccarelli, soltanto qualche giorno fa, aveva manifestato la sua preoccupazione per alcuni casi di violenza fra profughi stessi e per l’aggressione, avvenuta per strada, di una donna italiana da parte di alcuni di loro. «Così non possiamo più andare avanti – aveva detto il sindaco -. Sono mesi che manifesto la mia impotenza nella gestione di questa emergenza. Ho chiesto aiuto a tutti, mi sono rivolta alla Prefettura, ma non ho ottenuto niente. Alcuni giorni fa sono arrivati altri sette profughi ancora e nessuno pone limiti a questo fenomeno, nessuno pone uno stop. Sono seriamente preoccupata e sono tante le persone che si rivolgono a me per chiedere di fare qualcosa».

Cioccarelli non intende rispondere, per ora, alle parole di Pier Luigi Labbadia, dirigente scolastico del Centro provinciale istruzione adulti, che lamenta come il Comune di Aprica – come altri della provincia – non abbia messo a disposizione del Centro una sede per le lezioni di lingua italiana ai profughi, suddivise in quattro corsi di livello, per tre ore e mezza di lezione a settimana per gruppo.

Labbadia ha detto di essere ancora in attesa di una risposta ed auspica che, per l’estate, possano essere destinate a questa attività le aule degli edifici scolastici, visto che le lezioni saranno sospese. «Sarà la mia gente a rispondere a tutto», chiude Cioccarelli.


© RIPRODUZIONE RISERVATA