Primarie Pd, votanti in lieve flessione in Valle. Zingaretti vince col 61%
Coda fin dal mattino al seggio di Sondrio in piazza Campello (Foto by foto gianatti)

Primarie Pd, votanti in lieve flessione in Valle. Zingaretti vince col 61%

Sono andati ai seggi in 2.212 contro i 2.575 del 2017, ma nel capoluogo sono passati da 602 a 630. In calo il mandamento di Morbegno: -263 elettori.

In coda ai seggi, fin dal mattino. In tanti, con un afflusso costante per tutta la giornata, al voto per le primarie del Pd a Sondrio, tanto che in città è stato superato il dato di due anni fa: 630 contro i 602 di allora. Differente la situazione provinciale. Il calo netto degli elettori nel Morbegnese (263 in meno nel mandamento), orfano della spinta dei renziani evidentemente non particolarmente motivati, ha fatto fermare il dato generale a 2.212, mentre nel 2017 furono 2.575 a scegliere Matteo Renzi per la guida del partito. Vincitore a livello nazionale, Nicola Zingaretti ha ottenuto la maggioranza anche tra Valtellina e Valchiavenna: 1.357 voti (61%) contro i 613 di Martina (28%) e i 237 di Giachetti. A Sondrio ha seguito la linea provincia con il 60% delle preferenze, mentre Martina ha ottenuto il 32% e Giachetti l’8.

A Morbegno, dove hanno votato in 300 contro i 413 del 2017, Zingaretti ha preso 170 preferenze(57%), Martina 89 (30%) e Giachetti 39 (13%). A Tirano, 200 votanti, ma insieme a Villa di Tirano nel 2017 erano stati in 285 ad andare ai seggi, Zingaretti ha ottenuto 131 voti contro i 43 di Martina e i 24 di Giachetti. A Bormio hanno votato in 160 (141 due anni fa): 109 per Zingaretti, 39 per Martina e 12 per Giachetti. A Chiavenna, 223 al seggio (235 nel 2017), Zingaretti ha prevalso con 153 voti contro i 45 di Martina e i 25 di Giachetti.

Tra coloro che hanno deciso di scegliere il nuovo segretario del Pd, di spendere due euro e qualche minuto del proprio tempo non soltanto elettori del Pd alle urne, ma una platea più larga, di quel popolo di centrosinistra alla ricerca di qualcuno cui affidare il moto di reazione alle politiche del governo giallo verde, la speranza cioè di costruire un’alternativa credibile e responsabile. Anche per questo la vera partita sarà giocata a partire da oggi: i nuovi dirigenti del Pd dovranno essere capaci di mettere a frutto, non tradendolo, il largo credito ricevuto ancora una volta dagli elettori. Eppure già ieri sera tra le file dei militanti, per lo più renziani, si registrava qualche mal di pancia.

Esercizio di democrazia partecipativa, ma anche occasione di approfondimento didattico. Osservatori speciali delle primarie del Pd ieri anche gli studenti del corso di Scienze internazionali dell’università Statale di Milano chiamati a rilevare, per puro scopo di ricerca ed approfondimento e grazie ad un progetto nazionale che coinvolge 14 università, un campione di elettori. Tra loro anche Valerio Trabucchi che insieme ad una collega di Morbegno del corso ha seguito da vicino il voto con le interviste al seggio di Sondrio. «Un’esperienza positiva ai fini didattici per la rilevazione statistica - dice -. L’istituzione delle primarie è oggetto di studio e analisi anche in confronto con analoghe esperienze nel mondo e in Europa».

A dimostrazione dello scopo puramente didattico del lavoro, il dato aggregato delle 2.500 interviste effettuate su tutto il territorio nazionale sarà reso noto solo giovedì, a dati reali ampiamente acquisiti.


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