Prezzo delle uve: «La qualità va valorizzata»
Vendemmia, l’annata si preannuncia molto positiva per qualità

Prezzo delle uve: «La qualità va valorizzata»

Intanto le piogge della terza settimana di luglio hanno permesso di recuperare dopo il periodo siccitoso una corretta dotazione idrica e una ripresa dello sviluppo dimensionale degli acini: condizioni, che portano i viticoltori a parlare di «anticipo vegetativo e di maturazione»

Vini e uve, è quasi tempo di vendemmia. Inizierà tra pochi giorni la vendemmia 2017, una delle più precoci degli ultimi anni, la raccolta si effettua con circa 10, 15 giorni di anticipo e, per i vini bianchi, almeno in alcune zone, è già cominciata. Le condizioni di anticipo sui tempi normali vengono sottolineate con soddisfazione da tecnici e responsabili del comparto. «Già alla ripresa vegetativa dopo l’inverno – ha precisato ieri il Consorzio di tutela dei Vini di Valtellina – si osservava un anticipo che, a metà aprile, era quantificabile in 7, 10 giorni. Già allora, con il successivo aumento delle temperature e le precipitazioni, era evidente una fioritura precoce. Il mese di giugno caldo, anche se poco piovoso, ha permesso poi una ulteriore accelerata, tant’è che a inizio luglio si osservavano i primi acini invaiati e l’avvio della maturazione nelle zone più precoci». Si tratta di dati che derivano dalla osservazione diretta dei grappoli. Le piogge della terza settimana di luglio hanno permesso di recuperare dopo il periodo siccitoso una corretta dotazione idrica e una ripresa dello sviluppo dimensionale degli acini: condizioni, che portano i viticoltori a parlare di «anticipo vegetativo e di maturazione».

Dagli esperti provinciali del settore si invita comunque a non avere fretta: «La raccolta sarà precoce, ma ci sarà ancora spazio per lavorare, il ciclo vitale delle viti non è ancora in esaurimento». Sempre dal Consorzio Vini di Valtellina si rimarca come, «non si siano registrati casi particolari di malattie», e l’incidenza di queste ultime risulti inferiore, senza attacchi parassitari e fungini. «Dal punto di vista qualitativo – si afferma dunque – e con queste buone condizioni sanitarie, ci sono tutte le premesse per un’ottima annata». Aspettative positive emergono anche sul fronte dei quantitativi di produzione: «L’annata – si ricorda – da noi, come in diverse aree d’Italia, è stata anche caratterizzata da una inusuale ondata di gelo, intervenuta in primavera sui vigneti di fondovalle. Ma i danni sono stati limitati e contenuti a questa fascia altimetrica. Malgrado i cambiamenti climatici su scala globale stiano incidendo in maniera determinante anche sul nostro settore – viene fatto osservare – la Valtellina possiede un territorio che si rileva sempre più straordinario e adatto alla coltivazione della vite. Merito, in larga misura, della protezione che offrono le Alpi, una sorta di barriera naturale e, anche, dell’influenza positiva offerta del bacino del lago di Como che funge da regolatore e mitigatore termico». Si rimarca inoltre, il valore aggiunto di un vitigno come il Nebbiolo che, meno suscettibile alle principali avversità fitosanitarie, permette di ridurre notevolmente il numero di interventi. «A fronte di tutto questo, sebbene non si raggiungeranno le cifre del 2016, le previsioni anche quantitative sono positive soprattutto per i vini Doc e Docg».

Per quanto riguarda i prezzi delle uve, la volontà delle case vinicole, seguendo la strategia di valorizzazione globale della qualità, rimane quella di riconoscere, a consuntivo della vendemmia, un ulteriore aumento di valore a quelle partite di uve che risultino particolarmente selezionate, oltre all’aumento medio del 5% già in atto, l’obiettivo resta quello di «garantire e valorizzare un prodotto di indubbia qualità».


© RIPRODUZIONE RISERVATA