Preti e suore truffati  per 400mila euro  Sgominata una banda
Villa Montecuccoli Cicogna, sede della Casa di riposo San Giuseppe delle Suore della Riparazione

Preti e suore truffati

per 400mila euro

Sgominata una banda

Il casoNella rete una congregazione religiosa di Ello
e due sacerdoti originari di Casatenovo e Civate
Dodici gli indagati, quattro sono finiti in carcere

Ci sono anche un istituto religioso di Ello e due sacerdoti originari del Lecchese tra le vittime delle truffe, consumate o tentate, sulle quali hanno sollevato il velo i Carabinieri di Torino Oltre Dora, che hanno individuato un’organizzazione criminale finalizzata a “gabbare” parrocchie, conventi, case di riposo, scuole ed enti religiosi. Accertati 86 episodi in tutta Italia, per un guadagno di oltre 400mila euro.

Contributi “eccessivi”

I dodici indagati (dei quali quattro finiti in carcere e otto con obblighi di dimora o firma) si qualificavano come rappresentati di enti locali (prevalentemente quali dipendenti comunali e regionali) o direttori di istituti di credito, riferendo ai responsabili di svariati enti religiosi che era stato loro accreditato un contributo (comunale o regionale) in somma maggiore a quella dovuta e pertanto, per evitare che lo stesso non venisse poi elargito, li inducevano a versare la differenza (cifre variabili da duemila a 16.500 euro) su carte poste pay (riconducibili agli stessi). L’organizzazione faceva affidamento diversi prestanome di carte prepagate per l’accredito dei proventi ottenuti, compensandoli con il 20% della somma illecitamente introitata.

Nel corso dell’operazione scattata ieri sono state eseguite venti perquisizioni nei confronti del titolari dei documenti presentati per la registrazione delle carte poste pay.

Il capo era una donna, chiamata “la zia”, che aveva creato una rete criminale composta da promoter e call center, per individuare e contattare le vittime, e da prestanomi, commercianti compiacenti per incassare il denaro .

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare (come già accennato, quattro in carcere e otto obblighi di dimora o firma) a carico di 12 indagati, ritenuti responsabili - a vario titolo - di associazione per delinquere finalizzata a truffe aggravate, nonché di estorsione.

Il provvedimento trae origine da un’ indagine condotta dall’ottobre 2018 all’aprile 2019 dal Nucleo Operativo della Compagnia di Torino Oltre Dora, che ha consentito di comprovare l’esistenza di un sodalizio criminale, radicato nel capoluogo piemontese, dedito alla sistematica pianificazione ed esecuzione, su tutto il territorio nazionale, di truffe aggravate in danno dei responsabili di vari istituti religiosi (parrocchie, conventi, case di riposo, congregazioni di suore, asili nido e scuole cattoliche).

Nel Lecchese

Per quanto riguarda il nostro territorio, sono caduti nella rete la Congregazione delle Suore della Riparazione che gestiscono la Casa di riposo per religiose anziane San Giuseppe di Ello, parte offesa suor Luigina Ripa, e don Modesto Albini, civatese del 1939, referente dell’Istituto dei Padri Passionari di San Pancrazio in Pianezza (Torino).

Non è invece andata a buon fine la truffa tentata ai danni di don Mario Zandi, 71 anni, originario di Casatenovo, referente della parrocchia di Gesù Adolescente di Genova.

Nei prossimi giorni, i 12 indagati saranno ascoltati dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torino.


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