Presidente della Provincia in scadenza  Rappresentanza limitata in Valle
Il presidente della Provincia Luca Della Bitta

Presidente della Provincia in scadenza

Rappresentanza limitata in Valle

Luca Della Bitta decade alla fine di ottobre e per la legge non potrà ripresentarsi. Potranno candidarsi solo i sindaci con almeno 12 mesi di mandato residuo, una ventina in tutto.

Il limite di mandato residuo necessario è sceso da 18 a 12 mesi, ma la situazione in provincia di Sondrio, dove il prossimo anno si rinnovano più di 50 consigli comunali, non cambia: soltanto un numero limitato di sindaci, appena oltre la ventina, potrà proporsi per la poltrona di palazzo Muzio. Scade il 31 ottobre la presidenza della Provincia e per l’attuale numero uno Luca Della Bitta, primo cittadino di Chiavenna in scadenza, si tratterà di un addio senza appello. Almeno per questo giro se le cose non cambieranno.

Insieme al sindaco della città della Mera dovranno rinunciare alla candidatura anche i primi cittadini di Tirano (Franco Spada era stato l’avversario di Luca Della Bitta) e Morbegno, tanto per citare i Comuni più grandi, dove si voterà il prossimo anno. Potrà invece proporsi Marco Scaramellini, il neo eletto sindaco del capoluogo, che potrebbe così ottenere il controllo dei due palazzi cittadini. Non a caso prima delle elezioni amministrative si faceva insistente la voce del doppio incarico.

Insieme a lui soltanto un’altra ventina di colleghi o poco più potrà aspirare al posto visto che la tornata amministrativa del 2019 riguarda 53 dei 77 Comuni di Valtellina e Valchiavenna, per un’evidente limitazione della rappresentanza democratica e territoriale. Una situazione di caos derivante dall’incompiutezza della legge Delrio rimasta monca dopo la bocciatura della revisione costituzionale.

«I danni però - aveva detto solo qualche settimana fa Massimo Sertori, l’assessore regionale già numero uno di palazzo Muzio e responsabile federale per gli enti locali della Lega - non li ha fatti solo la Delrio, anche le Finanziarie successive svuotando le casse hanno privato di senso il lavoro delle amministrazioni provinciali. Bisogna metterci una pezza».

Come? L’unica strada possibile è quella legislativa. «Ma - sostiene Sertori - per farlo abbiamo bisogno di tempo. Bisogna trovare la soluzione migliore per andare oltre la Delrio, bisogna ragionare con calma su come procedere anche nell’ottica - e parlo per la Regione Lombardia - del processo di autonomia avviato». Ma intanto il 31 ottobre si torna al voto. Un voto di secondo livello, quando invece una delle battaglie del territorio era quella di tornare all’elezione diretta del presidente e dei consiglieri provinciali, una condizione per garantire all’ente l’autorevolezza necessaria.

In attesa delle novità legislative e dei movimenti per gli accordi su liste e candidati, stasera a palazzo Muzio in occasione della seduta di consiglio si provvederà alla surroga di uno dei consiglieri. Il retico Pierluigi Giumelli che non si è ricandidato a Teglio nella recente tornata comunale e dunque non riveste più alcun ruolo amministrativo sarà sostituito, così come previsto per legge, dal sindaco di Mantello Giacomo Bonetti.


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