«Prescrizioni troppo pesanti», Novate Mineraria fa ricorso al Tar
Flavio Oregioni, presidente dell’ente montano

«Prescrizioni troppo pesanti», Novate Mineraria fa ricorso al Tar

La società trova i vincoli posti dagli enti sull’utilizzo dell’acqua e sulle emissioni troppo stringenti

Un nuovo ricorso al Tar nell’infinita partita del Parco Minerario del San Fedelino. Ma questa volta a rivolgersi alla magistratura amministrativa non sono comitati o associazioni ecologiste. Alla società che ha proposto il contestatissimo progetto di ripresa dell’attività produttiva nell’ex stabilimento siderurgico della Falck per la produzione di ballast e conci da galleria l’autorizzazione ottenuta non piace. Tanto da ricorrere contro un atto teoricamente a suo favore.

Una di quelle novità che faranno fare un salto sulla sedia ai moltissimi che da tempo si battono contro il progetto visto che dal loro punto di vista è già troppo così. Le prescrizioni sono quelle conosciute. Norme sull’acqua e l’aria, sulla diffusione di rumori e polveri, accesso dei mezzi motorizzati all’area e monitoraggi. I motivi della presa di posizione di Novate Mineraria sono semplici: «La società ha ritenuto troppo pesanti le prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive - ha commentato il presidente della Comunità montana Flavio Oregioni -. Ovviamente la Comunità montana si costituirà in giudizio per difendere l’atto e il servizio».

Per ricostruire la storia, molto brevemente, bastano alcune date. A dicembre 2015 l’assemblea di Comunità montana ha approvato la proposta di accordo di programma con gli altri enti coinvolti e la società. A marzo dello scorso anno Novate Mineraria ha presentato richiesta di rilascio di assenso per la realizzazione dell’intervento relativamente al comparto At. 1. Una richiesta che riguardava la parte “a valle” del progetto complessivo, quella che prevede la realizzazione degli impianti al chiuso per la vagliatura del materiale e la realizzazione dei conci da galleria all’interno dell’ex stabilimento siderurgico. Il 27 gennaio il Suap ha comunicato l’avvenuta emissione dell’assenso sostitutivo del permesso di costruire. Quindi è arrivato il ricorso al Tar.

Come noto questo non è l’unico atto che la magistratura amministrativa dovrà vagliare. Il 9 maggio dovrebbe tenersi l’udienza al Tar sui ricorsi presentati da Comitato Salute Ambiente Valli e Lago, Medicina Democratica e Legambiente. Sul tavolo gli atti che hanno portato al via libera al progetto e la certificazione della Provincia sull’avvenuta messa in sicurezza dei siti contaminati. C’è poi il filone di indagine, ma qui non si parla di valutazioni sulla congruità degli atti amministrativi a quanto pare, legato ai documenti prelevati dai carabinieri nella sede della Cm e ai sigilli messi sui pozzetti dell’area dalla Forestale poche settimane fa.


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