Prenotazioni regionali  un altro “capolavoro”:  donne di 90 anni  rimandate a casa
Il centro vaccinale di Morbegno: il problema di convocazione è attribuibile al sistema regionale di prenotazione (Foto by gianatti)

Prenotazioni regionali

un altro “capolavoro”:

donne di 90 anni

rimandate a casa

Morbegno, ennesimo problema con le prenotazioni. Anziani convocati per la prima dose nel giorno sbagliato. «Mamma è arrabbiata, aspettiamo dal 15 febbraio»

Dopo un mese e mezzo di attesa per la signora Anna, 91 anni, era finalmente arrivato, ieri mattina, il momento dell’appuntamento per la prima dose del vaccino, ma la convocazione era sbagliata: la giornata di ieri era dedicata esclusivamente alle seconde dosi, per cui la signora Anna è stata rimandata a casa. E non è capitato soltanto a lei per un problema del sistema regionale di prenotazione, che già tanti problemi ha provocato, non solo in provincia di Sondrio.

È successo ieri mattina al punto vaccinale allestito all’ospedale di Morbegno, dove la signora Anna è stata convocata alle 9,10 Anna. Pochi minuti prima di lei un’altra anziana - classe 1924, 97 anni – era stata rimandata a casa per lo stesso motivo senza la prima iniezione di vaccino.

«Abbiamo prenotato il vaccino il 15 febbraio scorso, nel primo giorno utile – racconta la figlia - L’ho fatto attraverso la piattaforma on line, e come è successo a molti sono riuscita ad inserire tutti i dati richiesti solo dopo un’ora e mezza di attesa. Mia mamma, una donna ancora molto attiva, pienamente lucida e consapevole, era molto determinata ad aderire e ci teneva a non perdere nemmeno un giorno per mettersi in lista».

Completato l’iter on line, sono passati i giorni e ma non è arrivata nessuna comunicazione. Così dopo un paio di settimane i figli di Anna hanno contattato il numero verde della Regione: niente, è stato detto di attendere anche se ai familiari è sembrato strano che una donna di più di 90 anni, oltre tutto residente nella città in cui si trova il punto vaccinale e con una prenotazione della prima ora, ancora non fosse stata contattata.

L’attesa si era fatta lunga e la figlia si è così rivolta all’Ats locale:«Ho trovato ascolto e disponibilità da parte di Ats - afferma Giuliana – che mi ha confermato che la prenotazione era andata a buon fine e che probabilmente sarebbe stata questione di giorni la chiamata con data e ora dell’appuntamento».

La telefonata è finalmente arrivata, con l’appuntamento è per il 30 marzo alle 9,10. La signora Anna si è preparata con scrupolo, ha evitato di uscire di casa nei giorni scorsi per non rischiare un malanno che potesse impedirle di essere presente nel giorno stabilito ed è arrivata al punto vaccinale con tutti i moduli già compilati per velocizzare la procedura. Le è stato chiesto se avesse già ricevuto la prima dose e lei ha detto di no, perché era lì proprio per la prima iniezione. Niente, la giornata era dedicata ai richiami, per cui dovrà attendere di nuovo.

«Hanno chiesto nome e numero di cellulare, che mia madre ha dato – afferma la figlia – quando l’ho raggiunta ho verificato anche io la situazione e le infermiere stesse si sono dette dispiaciute e sorprese. Capisco che non è colpa loro, evidentemente c’è stato un errore nella gestione delle prenotazioni a livello regionale. Mia mamma, era felicissima di potersi finalmente vaccinare e iniziare un percorso per mettersi al sicuro da una malattia che spaventa, ed è rimasta molto colpita, con un misto di rabbia e delusione».

«Personalmente – prosegue la figlia – mi ha scosso anche vedere l’altra anziana, quasi sorretta dai parenti perché in difficoltà a camminare, rimandata a casa per lo stesso errore»

A.Acq.


© RIPRODUZIONE RISERVATA