Premio Tacchini al neo dottore Matteo Bonetti
Matteo Bonetti

Premio Tacchini al neo dottore Matteo Bonetti

È di un valtellinese la tesi di dottorato di ricerca scelta dalla Società astronomica italiana per il prestigioso riconoscimento

Neo dottore all’Università degli studi dell’Insubria è già “sul podio” Matteo Bonetti, originario di Valdisotto, che con la sua tesi sui sistemi multipli di buchi neri ha conquistato il premio nazionale “Pietro Tacchini” bandito dalla Società astronomica italiana, riservato a tesi di dottorato di ricerca di carattere astrofisico.
«Sinceramente non mi aspettavo questo riconoscimento - ammette -: confesso che è stata una piacevole sorpresa». Classe 1990, Bonetti ha vinto nell’area scientifica generale (astrofisica teorica, osservativa, interpretativa) e ora sogna di proseguire nel campo della ricerca. Ambito, peraltro, di cui si sta occupando grazie ad «un assegno di ricerca», che si è meritato, rimanendo sempre nel campo dell’astrofisica, sua grande passione.
“Post-Newtonian evolution of massive black hole triplets in galactic nuclei” è il titolo della tesi di Bonetti, che la giuria ha premiato in quanto «sviluppa un’accurata ed acuta analisi del segnale di onde gravitazionali da tripletti di buchi neri massivi analizzando la dinamica in approssimazione post-Newtoniana della relatività generale e ponendo attenzione ai fenomeni fisici, che ne regolano l’evoluzione all’interno della galassia ospite». Particolarmente apprezzata «la trattazione originale dell’interazione dinamica a tre o più corpi dal punta di vista analitico e numerico, esplorando anche gli effetti di questo fenomeno sulla tipologia e frequenza dei segnali di onde gravitazionali».
«La tesi si focalizza sullo studio di sistemi multipli di buchi neri, con masse che vanno dal milione al miliardo di volte quella del sole, e di cui il modello cosmologico predice la loro possibile formazione nei nuclei delle galassie» spiega Bonetti, che si dice disposto anche a trasferirsi all’estero. Ritornando alla sua tesi aggiunge: «Lo studio si prefigge di fornire previsioni riguardo alle caratteristiche e al numero delle possibili sorgenti per gli esperimenti di rilevazione di onde gravitazionali a bassa frequenza, come le campagne di Pulsar Timing e la missione Lisa (Laser interferometer space antenna)». In particolare, la missione Lisa, «di recente approvazione da parte dell’Esa e il cui lancio è previsto attorno al 2030, rappresenterà una straordinaria opportunità di sviluppo scientifico e tecnologico in cui l’Italia giocherà un ruolo primario». «È una grande soddisfazione per il nostro ateneo e un importante riconoscimento. Il premio “Pietro Tacchini” è una competizione molto accesa, che vede la partecipazione di dottori di ricerca da tutta Italia» sottolinea Francesco Haardt, ordinario di Astrofisica e supervisore della tesi di Bonetti.

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