Preallarme in Bassa Valtellina  Rimane alto il rischio fiamme
La squadra antincendi boschivi della Comunità montana all’opera durante l’incendio di Albaredo

Preallarme in Bassa Valtellina

Rimane alto il rischio fiamme

Completato l’intervento per il rogo di Albaredo, resta l’allerta. Antincendio dell’ente montano all’opera per monitorare la situazione.

Chiuso l’intervento per l’incendio di sabato notte ad Albaredo, ma rimane il preallarme su tutta la zona della Bassa Valtellina dopo che ieri la Regione ha emesso l’avviso di criticità in particolare per le Alpi Centrali. Codice arancione fino al prossimo aggiornamento e fase operativa di preallarme, che esclude la Valchiavenna (dove il livello è giallo) e l’Alta Valtellina, che è in codice verde. A determinare l’avviso regionale è stato «il rialzo termico degli ultimi sette giorni in assenza di precipitazioni, associato ora al persistere di condizioni di caldo anomalo che produrrà un progressivo aumento del pericolo per il combustibile di media taglia o di humus superficiale dei boschi».

L’avviso di criticità arriva a pochi giorni dal termine solitamente indicato per il rischio di incendi, che va da febbraio alla fine di aprile.

«L’antincendio della Comunità montana insieme alle squadre comunali prosegue il monitoraggio quotidiano della situazione del mandamento – spiega il responsabile Stefano Marieni –, con la squadra e con i mezzi pronti a intervenire. Nel caso degli incendi del fine settimana, la rete di comunicazione sul territorio, anche grazie alla presenza dei volontari dei diversi paesi che prontamente segnalano situazioni anomale, ha permesso di intervenire in modo celere e nel caso dell’incendio della Bona Lombarda di scongiurare il propagarsi delle fiamme ben oltre i 500 metri di bosco andato distrutto».

Allo stesso modo, la collaborazione e comunicazione tra i volontari dell’antincendio coordinati da Marieni e vigili del fuoco di Morbegno hanno permesso di «ottimizzare risorse, uomini e interventi». Sul territorio della Bassa Valtellina, oltre ai volontari vigilano anche le telecamere dislocate in più di dieci punti e in grado di coprire gran parte della superficie boschiva del mandamento. Una task force tale da permettere l’avvistamento direttamente dalla sala operativa nella sede della Comunità montana di Morbegno.


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