Prati e boschi sostituiranno l’ecomostro ai Campelli
La struttura era stata realizzata negli anni ’60

Prati e boschi sostituiranno l’ecomostro ai Campelli

Il progetto ad Albosaggia. Pronto l’intervento per eliminare gli skilift in disuso. È tra i primi casi in tutta la provincia.

Erano stati costruiti a 1.300 metri di quota in località Campelli. Bisogna ritornare indietro nel tempo, negli anni 60 e fino al 1983 sono stati in funzione i due skilift, i cui resti e manufatti tra cemento armato e ferro grazie al Parco delle Orobie, al Comune di Albosaggia e a Regione Lombardia saranno demoliti, così come la struttura ormai fatiscente, nonché pericolosa, che era adibita a ristoro. Dopo più di trent’anni questo ecomostro, lo hanno detto a più riprese ieri nella sede del Parco nel paese orobico dove è stato presentato l’intervento, finalmente sarà cancellato. Un’opera di bonifica, tra le prime di questa portata - complessivamente 65mila euro di lavori, di cui circa 8mila coperti con fondi comunali - effettuate sulle Alpi.

«Ognuno di noi ha delle spine conficcate – è stata la riflessione del sindaco di Albosaggia Graziano Murada, che non ha mancato di ringraziare il Parco delle Orobie e il suo presidente Walter Raschetti per la collaborazione, senza la quale il traguardo non sarebbe stato raggiunto - e capita anche agli amministratori. Spine che fanno male da tempo ed una di queste erano proprio quei vecchi ruderi ai Campelli, impianti di risalita che risalgono agli anni 60 e che per fortuna hanno i giorni contati».

Si procederà dunque alla rimozione dei 12 piloni e dello stabile fatiscente, con il conseguente recupero delle aree interessate, consentendo di estendere gli habitat di interesse comunitario, di cui la zona è priva, eliminando la discontinuità oggi esistente a causa della presenza ingombrante dei vecchi manufatti.

Assieme a Murada e a Raschetti sono intervenuti il coordinatore del Parco Claudio La Ragione, il consigliere del Parco nonché sindaco di Cedrasco Nello Oberti e l’assessore alla Montagna della giunta Murada Vittorio Ruttico, che ha seguito da vicino l’intervento.

«Il problema ci era ben noto da tempo - ha posto l’accento il presidente Raschetti - e non appena si è presentata l’opportunità del bando per il recupero delle zone degradate abbiamo presentato il progetto. Grazie a questo intervento potremo riqualificare un’area posta all’interno della Rete europea Natura 2000 denominata “Valle del Livrio” molto frequentata per trekking, escursioni e scialpinismo».

«Questa è una bruttura che ci ha sempre dato molto fastidio - ha proseguito Murada -, troppo evidente per essere ignorata, ma anche per programmare un intervento che richiede un ingente investimento. Il Parco si è fatto carico di questo problema che sarà presto risolto: un passaggio fondamentale per la nostra candidatura ad ospitare le gare di sci alpinismo alle Olimpiadi del 2026».

La rinaturalizzazione restituirà la piena fruibilità dei luoghi. Il contributo regionale consentirà inoltre al Parco delle Orobie di eseguire altri interventi di manutenzione in altri territori della provincia: lungo l’Alta via della val Tartano, sul sentiero in località Garzino, a Bema, nelle aree di sosta e sui percorsi in val Cervia, nel comune di Cedrasco.


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