Prata, sui Monti di Lottano razzie in baita   Ricco il bottino: si spostano in moto
Una delle porte divelte dai ladri durante il raid notturno

Prata, sui Monti di Lottano razzie in baita

Ricco il bottino: si spostano in moto

Ieri mattina alcuni proprietari si sono resi conto dello scempio in quota. Chi ha agito è andato a colpo sicuro. Rubata tutta l’attrezzatura e convertitori di energia.

É tornata in azione nel fine settimana con le stesse modalità, ma portando a casa un bottino più grosso. La banda delle baite ha colpito ancora e a farne le spese sono state questa volta otto case di montagna, appartenenti a sei diversi proprietari, dei Monti di Lottano.

Ancora Prata Camportaccio, dunque, a pochi giorni dalla notte brava che ha visto i malviventi accanirsi sulla baite di Pratella. Prima la stessa banda aveva razziato le baite di Pradella di Piuro. La sponda rimane la stessa, quella sinistra tra bassa Val Bregaglia e bassa Valchiavenna. A dividere i due alpeggi di Prata solo il greto del torrente Schiesone. Colpite tutte le baite nella località Pra Ginest e alcune nelle località Val Bogia e Motta. Gravi i danni alle case vacanza trovate sul percorso compiuto dai ladri. Distrutte serrature, divelte porte e devastati gli interni. La ricerca dei ladri questa volta è stata particolarmente accurata, a quanto sembra. Questa volta è andata meglio, rispetto ai magri bottini passati, anche dal punto di vista della refurtiva.

Ancora una volta i ladri si sono concentrati sugli inverter, cioè i commutatori di energia degli impianti fotovoltaici che riforniscono le case di zone non servite dalla linea pubblica, portandosi via, però, anche altre attrezzature come decespugliatori, lampade, binocoli. La costante sembra essere la merenda notturna. Anche questa volta, come già successo nei precedenti episodi, chi è salito in quota aveva fame e si è cibato di quanto trovato all’interno delle baite.

Ad accorgersi di quanto accaduto uno dei proprietari salito nella mattinata di ieri, che ha subito avvertito gli altri dopo un rapido giro di ispezione. I proprietari delle baite si sono già messi d’accordo per andare dai Carabinieri in mattinata e presentare una denuncia collettiva. Appare ormai certo che il mezzo utilizzato dai ladri per le scorribande sia la motocicletta. Anche la pista forestale per i Monti di Lottano è chiusa, infatti, con una sbarra che impedisce di salire in automobile. Visto il materiale portato via è impossibile che i ladri abbiano agito muovendosi a piedi. Non resta che la motoci, in grado di passare a fianco delle sbarre. Sui casi stanno indagando i Carabinieri della compagnia di Chiavenna. Si spera di riuscire ad arrivare presto ad individuare i responsabili. Non ci sono ovviamente prove ma le modalità con cui si muovono queste persone e la conoscenza approfondita del territorio fanno propendere per persone del luogo.


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