Prata mette al bando le lanterne cinesi: «Sono un vero pericolo»
Belle da vedere, in realtà possono innescare incendi nei boschi ma anche tra le case

Prata mette al bando le lanterne cinesi: «Sono un vero pericolo»

Tra i primi in Italia a fare una delibera, il Comune ha stabilito anche le multe per chi sgarra. Il sindaco: «Possono cadere ovunque facendo danni».

Niente più lanterne cinesi a Prata Camportaccio. Su tutto il territorio comunale e per sempre. Decisione in qualche modo storica quella presa martedì sera dal consiglio comunale. Approvata, infatti, una modifica al regolamento di polizia urbana che vieta in qualsiasi momento dell’anno di accendere e lanciare la famigerate lanterne a fiamma libera. Una decisione storica perché in Italia non esiste in nessun regolamento questa fattispecie. «Quanto accaduto in questi anni e anche recentemente – ha spiegato il sindaco Davide Tarabini – ci spinge ad adottare questo provvedimento che vieta questa attività ludica e di intrattenimento con qualsiasi condizione. I pericoli, infatti, non sono solo per le aree boscate». Case, fienili e altri tipi di insediamento. Di fatto le lanterne possono finire ovunque e creare incendi.

Le sanzioni per chi sgarra sono pesanti. Cento euro in caso di violazione del regolamento. Se c’è reiterazione oppure il lancio avviene in coincidenza di periodi in cui Regione Lombardia emette il bollettino di alto rischio di incendio boschivo la sanzione passa a 400 euro. Ovviamente fatti salvi i risvolti penali nel caso in cui dovesse succedere qualcosa di grave. Il consiglio ha visto, quindi, la discussione sul bilancio di previsione 2019. Un bilancio che, come spiegato dal primo cittadino, non prevede grossi investimenti vista l’imminente scadenza elettorale.

Sul fronte delle entrate non cambia nulla per quanto riguarda l’Imu e la Tasi, azzerata anche quest’anno, mentre si ha una ulteriore, seppur contenuta, riduzione delle bollette della Tari. Per quanto riguarda gli investimenti a bilancio il contributo di 60 mila euro per il secondo lotto della pista collocata dietro l’abitato di San Cassiano. Pista agro-silvo pastorale e tagliafuoco. «La strada per il municipio versa in condizioni penose – ha commentato dai banchi della minoranza Eugenio Bernasconi – e qui vediamo solo un piccolo stanziamento per la progettazione. Sarebbe stato meglio investire su questo, vista l’importanza della via che porta al municipio ma anche all’area dei crotti, rispetto alla pista di San Cassiano, che ribadiamo non essere una priorità».

Una posizione che non ha visto concorde il sindaco: «C’era un programma elettorale e lo stiamo rispettando. Non concordiamo sulla valutazione delle priorità della minoranza anche se pure per noi l’intervento della strada che porta al municipio è essenziale».


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