Poste, stop agli straordinari: «Servono nuove assunzioni»
Da oggi niente più straordinari

Poste, stop agli straordinari: «Servono nuove assunzioni»

In attesa di risposte concrete da parte di Poste Italiane la Cgil ha aperto una vertenza a tutela dei portalettere.

Sciopero degli straordinari a partire da oggi e fino al 18 luglio. Questa la decisione presa dalla Slc Cgil in attesa di risposte concrete da parte di Poste Italiane sulle nuove necessarie assunzioni e sulla stabilizzazione dei precari.

Venerdì si è tenuto un incontro tra i rappresentanti di Slc Cgil Claudio Bottà, Giovanni Fagone e Eugenia Taloni con la dottoressa Rosa Massa in rappresentanza del prefetto di Sondrio.

Alla rappresentante del Governo sono state portate le preoccupazioni circa lo stato di grave sofferenza che vive il mondo postale sul territorio della provincia di Sondrio.

Sofferenza in ordine al recapito, con i continui disguidi arrecati ai cittadini causa i ritardi nella consegna della corrispondenza, acuiti dall’insufficienza cronica del personale, spesso precario. «Una carenza cui Poste Italiane fa fronte, invece che con le necessarie assunzioni, dilatando a dismisura le zone che i portalettere dovrebbero coprire - sottolineano dal sindacato -. Risultato: l’impossibilità di portare a termine la consegna che viene cosi, per molti utenti, rinviata ai giorni successivi. Altrettanto complessa e problematica la situazione negli uffici postali, che quotidianamente riscontrano carenze d’organico, tanto da creare ricadute pesanti in termini di servizi, sia per chi opera che per i cittadini costretti a lunghe attese agli sportelli».

«Tutto ciò - aggiungono - dovrebbe imporre una seria riflessione, considerando che Poste Italiane è un’azienda a controllo pubblico, nonché erogatore di un servizio universale qual è quello della corrispondenza. Considerazioni cui va aggiunto che la percezione del disservizio è tanto più grave ed insopportabile per i cittadini di un territorio dove già, per la sua conformazione, l’accesso ai servizi pubblici è da sempre problematico, senza che vengano forniti loro ulteriori motivi di sentirsi sempre un po’ meno uguali e più distanti dalle istituzioni». Da qui la decisione di aprire una vertenza.


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