«Poste, basta con i disservizi»  Il Comune di Valfurva difende gli utenti
Il Consiglio comunale interviene sui disservizi postali

«Poste, basta con i disservizi»

Il Comune di Valfurva difende gli utenti

Tra una frazione e l’altra la corrispondenza impiega quasi un mese

Approvata dal consiglio una delibera per la distribuzione giornaliera.

Il servizio postale, in Alta Valle, è sempre più a singhiozzo ed il comune di Valfurva è preoccupato che, in futuro, la situazione possa peggiorare ulteriormente, anche a danno dell’orario di apertura dell’ufficio che, ad oggi, è comunque garantito.

Per questo martedì sera in consiglio comunale è stata approvata la proposta dell’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) volta al mantenimento degli uffici postali e dei servizi di distribuzione postale giornaliera. Perché, ad oggi, la posta “viaggia” meno veloce di cent’anni fa, quando c’erano le carovane. E così capita che, per strani “giri” la posta, da una frazione all’altra del comune, impieghi quasi un mese o che a metà gennaio arrivino inviti per cene prenatalizie spediti a novembre.

«Occorre garantire – ha evidenziato il sindaco Angelo Cacciotto nell’esporre il testo della delibera – servizi di qualità alla popolazione. Abbiamo rilevanti problemi di distribuzione della corrispondenza».

E se è vero che Poste Italiane ha sospeso, per il 2017, il piano di riorganizzazione della presenza territoriale dell’azienda proprio grazie all’impegno ed alla mobilitazione dei comuni e delle associazioni di enti locali, la strada da fare è ancora tutta in salita, soprattutto dando uno sguardo alle evidenti lacune del servizio di distribuzione che disincentivano anche i cittadini ad abbonarsi a riviste e settimanali che arrivano nelle case a notizie già “scadute”.

Nel provvedimento – che sarà trasmesso in primo luogo al ministero dello sviluppo economico, a quelli dell’economia e delle finanze e delle autonomie e degli affari regionali – i comuni chiedono a Governo e Parlamento di attivare ogni possibile azione in ordine al servizio postale universale al fine di garantire in tutti i comuni, senza distinzione, un servizio postale di qualità e funzionale alla comunità.

Proprio per questo chiedono di riattivare i servizi di distribuzione giornaliera della corrispondenza, anche grazie all’introduzione dell’operatore polivalente, con una particolare attenzione alle aree interne e montane del paese.

Gli amministratori hanno inoltre proposto di individuare con Poste Italiane un modello organizzativo specifico per le aree rurali e montane attivando sportelli multiservizio, sportelli automatici, servizi di tesoreria a favore degli enti locali.

Grande attenzione anche al tavolo di concertazione già attivato con le amministrazioni locali per discutere l’ipotetico ulteriore ridimensionamento dei servizi scongiurando così la possibile chiusura degli uffici postali nei comuni più piccoli i cui cittadini sarebbero costretti a subire disagi che non vedrebbero garantita l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, nel rispetto dell’accordo siglato fra le Poste e lo Stato. Unanime, in consiglio comunale, l’accordo sul provvedimento che ha visto maggioranza e minoranza compatte.


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