Porte di Valtellina, accuse e tensioni
La sede aperta al pubblico del consorzio turistico Porte di Valtellina

Porte di Valtellina, accuse e tensioni

Il presidente del consorzio turistico delle Bassa Valle ha parlato di concorrenza sleale del Comune. L’assemblea dei soci, chiamata a stabilire se accogliere ancora nel Cda un rappresentante della città, ha detto di sì.

Il Comune di Morbegno resta nel Cda di Porte di Valtellina, a patto «che porti, come tutti i soggetti coinvolti, contributi costruttivi e risorse a favore del consorzio». Si è riunita lunedì sera l’assemblea del consorzio turistico Porte di Valtellina e fra i punti all’ordine del giorno c’era anche la nomina del rappresentante del Comune di Morbegno all’interno del consiglio di amministrazione dell’ente.

Una semplice presa d’atto del cambio del portavoce di Morbegno (il sindaco di Morbegno Andrea Ruggeri a giugno si era proposto di entrare nel Cda dopo aver tolto la delega al suo assessore Bruna Perlini) si è trasformata nell’argomento caldo della riunione. I soci, infatti, sono stati invitati dal presidente Stefano Scetti a valutare la presenza di Morbegno nel consiglio del consorzio: sul piatto la possibile concorrenza sleale ai danni di Porte causata dal Comune morbegnese che ha «fortemente voluto la nascita di un consorzio turistico parallelo».

La questione è stata sottoposta da Scetti ai soci chiamati a valutare le disposizioni dell’articolo 10 dello statuto, che tratta dell’esclusione di membri dal Cda per reati di particolare gravità, per gravi inosservanze dello statuto e per concorrenza sleale. «Una situazione quest’ultima che vi invito a valutare, visto che dopo la nascita del nuovo consorzio di Morbegno si sono delineate circostanze che potrebbero ricadere in questa fattispecie - ha detto Scetti -, teniamo conto che abbiamo registrato la perdita di commesse per 45mila euro per le attività che prima gestivamo per Morbegno e che ci sono state tolte».

Da questa sottolineatura è scoppiato un acceso dibattito, alla fine del quale i soci hanno optato per un’apertura al Comune morbegnese. Con 16 voti favorevoli, 5 contrari e 5 astenuti, il sindaco di Morbegno è stato nominato membro del consiglio d’amministrazione, ma la discussione non è stata indolore. Fra i soci Giulio Angelin i ha rimarcato come «la presenza di un rappresentante di Morbegno nel Cda sia imbarazzante: la creazione di un soggetto turistico parallelo cozza con Porte. Cm e Comune morbegnese sono i soggetti fondamentali per il nostro ente, è assurdo che uno di essi abbia dato vita a un altro consorzio che ha creato anche danni economici al nostro ente». Un altro socio, Angelo Cerasa, si è detto dispiaciuto della situazione contingente e delle dinamiche di questi mesi, «frutto di ingerenze politiche di Cm e Comune, il pasticcio è stato fatto, conosciamo i passaggi sui presidenti di Porte. Mi sono confrontato con tutte le parti e ho trovato un irrigidimento e ingerenze che non vorrei più vedere. Diamo un segnale di apertura a Morbegno per senso di responsabilità, ma mi aspetto contributi positivi e arricchenti».

Che l’ormai ex membro del Cda di Morbegno, Perlini, presente all’assemblea, ha garantito. Altri soci, come Peppino Gerosa, hanno sottolineato il bisogno di coesione e di un progetto turistico unico. Si è anche parlato della necessità di una rappresentatività nel consorzio «garantita dalla presenza di un soggetto significativo come il comune capomandamento», ha detto il sindaco di Ardenno, Laura Bonat.


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