Popolazione in calo, la cicogna non basta

Popolazione in calo, la cicogna non basta

I numeri dell’anno appena finito mostrano un ulteriore calo, con un saldo naturale di -150. Dei nuovi bebé quasi un quarto è di origini straniere.

Erano 22.309 al primo gennaio 2009 - dato in crescita rispetto agli anni precedenti -, dopo dieci anni sono 21.590. Diminuiscono gli abitanti del capoluogo.

Un trend negativo che si trascina ormai dal 2013, anno invece di un grande boom (+559 abitanti), con la sola eccezione - ma si tratta di 10 residenti - del 2017. Un calo lento, perché il numero di persone è sceso di poche unità di anno in anno, ma costante.

In un decennio la popolazione residente a Sondrio ha perso 719 unità. Numeri molto lontani dalle previsioni di quarantamila abitanti con cui sono stati elaborati gli strumenti urbanistici cittadini alla fine del secolo scorso.

Segno meno per i dati demografici del capoluogo relativi all’anno che si è appena concluso: aumentano i decessi di una popolazione che si fa via via più anziana e i nuovi nati non riescono a rimpiazzare i morti, tanto che il saldo naturale, il rapporto tra nascite e decessi appunto, si attesta a meno 150 (era meno 109 nel 2017 e meno 95 nel 2016).

Lo scorso anno a Sondrio sono stati registrati all’anagrafe 138 nuovi nati, equamente divisi tra maschi e femmine. Di questi 31 (20 femmine e 11 maschi) di origini straniere, ovvero quasi un quarto dei bebé (più precisamente il 22,46%). Al contempo, sempre l’anagrafe cittadina ha registrato 288 decessi (155 femmine e 133 maschi) di cui 3 stranieri (l’uno per cento).

Complessivamente dunque la popolazione si è attestata su 21.590 residenti (11.503 femmine e 10.087 maschi) di cui 1979 stranieri. Anche in questo caso predominante la componente femminile con 1.096 donne e 883 uomini.


© RIPRODUZIONE RISERVATA