Ponti e strade a rischio, un archivio regionale per sicurezza e risorse
Il ponte di Traona è tra quelli su cui intervenire più urgentemente

Ponti e strade a rischio, un archivio regionale per sicurezza e risorse

Martedì il sì del consiglio regionale alla risoluzione. Sono 65 le situazioni critiche in provincia, 5 urgenti. Della Bitta: «Torna centrale il tema della manutenzione».

Un archivio regionale delle criticità su strade, ponti, viadotti e gallerie per garantire sicurezza e, possibilmente, fondi certi per gli interventi. Almeno quelli più urgenti. È stata approvata martedì all’unanimità in consiglio regionale la risoluzione che mira a garantire la sicurezza delle infrastrutture civili e dei sistemi viari e ferroviari lombardi e il cui testo finale prende spunto da una mozione presentata in aula a settembre dal Partito democratico i cui contenuti sono stati poi condivisi e sviluppati in commissione anche dai componenti degli altri gruppi consiliari.

Il provvedimento contiene quattro impegni specifici rivolti al presidente Attilio Fontana: avviare con il diretto interessamento degli enti locali procedure di censimento e monitoraggio dello stato dei manufatti creando un archivio regionale della sicurezza; completare l’archivio delle strade con eventuali interventi da programmare entro il 31 dicembre 2019; elaborare un piano finanziario con il coinvolgimento del ministero dei Trasporti e censendo le risorse già preventivate dai vari enti a iniziare dal Governo; definire con proprietari e concessionari la creazione di un fascicolo di ciascun manufatto con tutti i dati necessari per la gestione e manutenzione della sicurezza.

La Risoluzione identifica nella struttura “Lombardiasicura” il soggetto a cui viene affidato il compito di coordinare la cabina di regia con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. In sostanza alla nuova cabina di regia regionale denominata “Unità di missione Lombardia sicura” viene affidato il compito di sovrintendere e coordinare il monitoraggio locale delle opere viarie in raccordo con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Tale coordinamento dovrebbe integrare i dati provinciali ad oggi raccolti (ancora parziali) secondo cui in Lombardia ci sarebbero almeno 272 opere considerate a rischio che richiedono interventi di messa in sicurezza per un importo complessivo di circa 214 milioni di euro.

«Un passaggio importante che mette al centro il tema della manutenzione» il commento di Luca Della Bitta, presidente della Provincia di Sondrio, ente che dal crollo del ponte di Annone ha messo in campo la ricognizione delle infrastrutture di Valtellina e Valchiavenna individuando 65 situazioni di criticità, di cui cinque urgenti. «In questi anni - prosegue Della Bitta - le manutenzioni si sono scontrate con tre ordini di problemi: culturale, perché si considera più alla moda costruire ex novo piuttosto che mantenere l’esistente; economico perché mancano sempre le risorse e in questo caso si parla di investimenti ingenti e di competenze con sempre meno personale nelle istituzioni a poter gestire progetti e interventi. Nonostante questo - prosegue - abbiamo sempre messo al primo posto la sicurezza».

La ricognizione effettuata sui manufatti provinciali ha portato ad individuare criticità din ordine differente: dalla necessità di piccoli interventi a problemi più seri «che - ricorda Della Bitta - hanno portato anche all’assunzione di provvedimenti restrittivi». Ora sono in atto ulteriori approfondimenti sui cinque casi più urgenti: i ponti di San Pietro di Samolaco, di Gordona, di Traona, di Stazzona e di Berbenno. Per quest’ultimo - uno dei più soggetti a traffico pesante - l’ipotesi più probabile è quella di un nuovo ponte che affianchi o sostituisca l’esistente. Stessa strada che potrebbe essere scelta per Traona. «Con la nuova tangenziale di Morbegno - dice Della Bitta - sarà più facile ragionare su come intervenire». È invece già in fase di appalto il consolidamento del ponte di Stazzona, intervento che gode della compartecipazione economica di Terna.

«La creazione di un registro regionale - conclude il presidente della Provincia - rappresenta un’opportunità anche da un punto di vista economico perché consentirà di accedere a nuovi fondi».


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