Ponte, nuovo impianto per Melavì verso il futuro
Reparti di produzione e trasformazione di Melavì

Ponte, nuovo impianto per Melavì verso il futuro

Succhi, nettari, confetture ed essiccati sono la nuova frontiera, una prima scelta per consumatori sempre più attenti alle caratteristiche e alla provenienza dei prodotti che portano sulla tavola: un segmento commerciale che si sta ampliando, nel quale Melavì si è inserita negli ultimi due anni ottenendo risultati più che incoraggianti.

Da qui è nata l’esigenza di realizzare un centro di produzione per i trasformati che ha trovato sede presso lo stabilimento di Ponte in Valtellina, nell’ottica di una razionalizzazione delle attività che aveva già convogliato su Tovo S. Agata la sala unica di lavorazione del prodotto mela da tavola. Due poli distinti per altrettante attività, parallele e complementari, a sancire il nuovo corso di Melavì.

La cooperativa, con i suoi 300 soci conferenti, una superficie coltivata che sfiora i 500 ettari, 120 dipendenti e una produzione che nel 2019 ha toccato i 150 mila quintali, è la più importante realtà frutticola della provincia di Sondrio. L’incontro che ha preceduto cerimonia d’inaugurazione, svoltasi stamane, è stato aperto dal sindaco di Ponte in Valtellina Rino Vairetti, che ha lodato le scelte strategiche di Melavì: «Il mercato è molto difficile - ha detto - e per affrontarlo bisogna cercare alternative, la strada è quella giusta. Mi auguro un futuro positivo che gratifichi il grande lavoro svolto».

Dopo di lui è intervenuto il presidente della Comunità Montana di Sondrio Tiziano Maffezzini: «Con lo sviluppo dei trasformati - ha sottolineato - è stato individuato uno sbocco nuovo che regala tranquillità e una migliore remunerazione ai produttori. Melavì conferma che con la determinazione si superano le difficoltà del momento». Per Melavì, come ha evidenziato il presidente Bruno Delle Coste, si tratta di arrivare sul mercato per migliorare le liquidazioni ai soci, proseguendo una razionalizzazione avviata all’inizio dell’anno con la realizzazione della sala unica di lavorazione a Tovo Sant’Agata.

«Melavì svolge un ruolo importante sia per la Valtellina agricola che turistica - ha proseguito il presidente -: siamo la realtà trainante per il settore frutticolo. Vedere qui riuniti soci, operatori e rappresentanti delle istituzioni è uno stimolo ulteriore ad andare avanti, ci infondete coraggio. Sono convinto che potremo ottenere risultati importanti».

Da ultimo ha parlato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, che ha condiviso l’entusiasmo dei presenti per il nuovo corso di Melavì. «Emergono due fattori: la distintività e la diversificazione. Servono per vincere sui mercati internazionali. Un altro elemento importante è la presenza di una cooperativa che ha consentito di contrastare le difficoltà storiche e contestuali.


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