Ponte di Traona  Anche i commercianti  appoggiano la protesta
Da un anno in ponte tra Traona e Cosio Valtellino è chiuso per dei lavori di consolidamento

Ponte di Traona

Anche i commercianti

appoggiano la protesta

Sabato la manifestazione per sollecitare una soluzione per la situazione scandalosa

Si mobilita anche l’associazione mandamentale dei commercianti per il ponte sull’Adda di Traona, invitando tutti gli operatori della Bassa Valle a partecipare alla manifestazione in programma sabato mattina ed esprimendo piena vicinanza per i «pesanti e inaccettabili danni alle imprese» legati a un cantiere che da ormai un anno impedisce il collegamento attraverso il ponte tra sponda orobica e retica e con lo svincolo della nuova 38 a Cosio Valtellino.

«Il ponte di Traona - sottolinea il presidente dell’associazione mandamentale di Morbegno Mario Rovagnati - è un’arteria vitale per tutta l’economia della Bassa Valtellina, compresi il commercio, il turismo e i servizi, che stanno soffrendo tantissimo. La sua chiusura continua a provocare disagi alla popolazione, agli imprenditori, ai mezzi pubblici, di soccorso, di trasporto delle merci, ai visitatori, con un danno di immagine per l’intero nostro comprensorio della Bassa Valle. Non possiamo accettare che il nostro mandamento venga così poco considerato, dopo essere già stato depauperato di importanti servizi».

La manifestazione di protesta che si terrà sabato mattina alle 10 in via alla Stazione a Traona è stata promossa proprio da un gruppo di imprenditori locali, cui si sono aggiunti poi i cittadini, che vedono fortemente penalizzati i loro introiti. Il Comitato “Il ponte delle assurdità” è rappresentato da Roberta Benedetti, Ermes Baraiolo, Raffaele Conforti e Iseo Bonini. L’intento è dare vita a una «mobilitazione pacifica per chiedere di concludere al più presto i lavori di messa in sicurezza del vecchio ponte, chiarendo soprattutto la data della riapertura. Questo solo per tamponare l’emergenza nell’immediato, con la prospettiva della progettazione e messa in opera di un nuovo ponte e una strada adeguata alla viabilità odierna».

Roberta Benedetti sottolinea che «a carico delle attività vi sono le pesanti conseguenze economiche dovute alla perdita sia dei clienti di passaggio sulla nuova statale 38 sia di quelli residenti sulla sponda opposta dell’Adda, cosa che ha costretto alcuni operatori addirittura a non riaprire e che, comunque, mette a rischio la sopravvivenza delle aziende della zona, che stanno registrando importanti perdite di fatturato».

La manifestazione sarà pacifica e ordinata: «Abbiamo interpellato i sindaci della Bassa Valle, le associazioni di categoria e le organizzazioni dei lavoratori, che in gran numero ci hanno dato il loro appoggio. Nell’occasione - afferma Baraiolo - avremo modo di sensibilizzare l’opinione pubblica. Infatti, non tutti sanno - spiega Baraiolo - che il primo progetto, finanziato e appaltato per l’abbattimento e la costruzione di un nuovo ponte, risale al 1999. Un altro progetto, con soldi già stanziati, è del 2017 ed è stato anch’esso abbandonato».

«Siamo preoccupati - sottolineano Benedetti e Baraiolo - per il protrarsi dei cantieri, senza contare che, quando il ripristino sarà compiuto, avremo comunque un ponte non adeguato: la carreggiata rimarrà stretta, con senso di marcia alternato per i veicoli al di sopra delle 3,5 tonnellate e gestito da un semaforo intelligente, e l’accesso resterà pericoloso perché preceduto da una curva a 90 gradi, per non parlare dell’impatto visivo. Tutto questo all’uscita di una superstrada».


© RIPRODUZIONE RISERVATA