«Ponte di Ganda, la strada non è sicura»
Via Ponte di Ganda nei fine settimana diventa trafficata e la velocità delle auto è sostenuta

«Ponte di Ganda, la strada non è sicura»

La petizione a Morbegno: nei fine settimana l’aumento del traffico e della velocità rendono pericoloso il transito dei pedoni. Finora raccolte oltre cento firme per chiedere ai Comuni di Morbegno e di Civo di installare dei dissuasori.

Paura nei fine settimana per il traffico che raddoppia e rasenta le abitazioni, un limite di velocità che impone i 30 chilometri all’ora che quasi nessuno rispetta, e 50 persone ostaggio di una strada dimenticata. A Morbegno i cittadini di via Ponte di Ganda sono passati alla petizione: hanno scritto una lettera, inviata ai sindaci dei Comuni di Morbegno e Civo, ne hanno esposto una copia, per essere condivisa e firmata nella farmacia di Forestale, abituale punto di riferimento per queste iniziative civiche.

E nel giro di poche settimane le adesioni hanno superato quota cento. Ritorna a fare parlare di sé il “budello” di Ponte di Ganda, parte in Comune di Civo, parte di Morbegno: la strettoia tra il ponte chiuso al traffico e il tornante sovrastante, che presenta pericoli per i residenti. Già in agosto la gente del posto si era rivolta ai giornali, minacciando una petizione se non si fossero installati dissuasori di velocità, se non si fosse aumentata l’illuminazione notturna nel tratto, e creato segnaletica per il transito pedonale. «Siamo ancora in quella situazione - hanno lamentato ieri due residenti, i Luciano Vergottini e Marisa Nana - non ci ascoltano, non ci capiscono, e noi siamo passati alla petizione».


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