Ponte, arrestato bracconiere  E per lui non è la prima volta
L’uomo è stato interrogato e poi messo ai domiciliari

Ponte, arrestato bracconiere

E per lui non è la prima volta

In manette giovedì sera per porto abusivo resistenza e caccia di frodo un 60enne di Piateda.

Arresti domiciliari per un uomo di 57 anni di Piateda, ufficialmente allevatore ma nei fatti bracconiere. Giovedì sera è stato arrestato dai carabinieri di Ponte con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, porto d’armi e caccia di frodo. Essendo persona nota per le sue inclinazioni (in passato ha rimediato una condanna e diverse denunce) i carabinieri lo tenevano d’occhio e non vedendolo a casa, hanno atteso il suo ritorno.

Quando l’uomo si è reso conto della presenza dei militari nei pressi di casa sua anziché fermarsi al loro alt, si è dato alla fuga. Una volta fermato, i militari hanno perquisito l’interno del suo fuoristrada e hanno trovato un coltello e del munizionamento adatto per la caccia.

In un primo momento l’uomo ha negato di essere uscito per una delle sue “battute” di frodo e così i militari hanno chiamato sul posto i vigili del fuoco di Sondrio che con i fari delle loro camionette hanno illuminato il lato della strada che da Piateda sale in quota. Alla fine, però, il bracconiere si è deciso a parlare e ha indicato ai militari il luogo in cui dove - poco prima - aveva gettato il fucile che era riuscito a lanciare dal finestrino mentre cercava di sfuggire ai carabinieri.

Interrogato dal giudice, è stato messo ai domiciliari. L’uomo già l’anno scorso era incorso con il personale dei carabinieri di Ponte in Valtellina nei medesimi problemi, dopo che lo avevano trovato con la carcassa di un animale. In quel frangente fu arrestato non solo per porto d’armi e caccia di frodo ma anche per resistenza a pubblico ufficiale. Nel 2008 fu invece condannato a 18 mesi (con l’indulto) per resistenza e violenza. Sorpreso dagli agenti della polizia provinciale, si era scagliato contro di loro cercando di speronare la loro Panda con la sua Land Rover. Successivamente aveva convinto alcuni amici a giurare il falso per garantirgli un alibi e così a giudizio sono finiti in quattro.


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